ROMA - C' è un passaggio nel disegno di legge costituzionale di modifica agli articoli 41 e 118 della Carta, che fa scorrere dei brividi sulla schiena di chi si occupa di tutela del paesaggio, di urbanistica. Salvatore Settis, archeologo, scrittore, ed direttore della Normale di Pisa, è in questo caso uno degli interlocutori ideali. Settis premette di «non conoscere» nel dettaglio il testo appena battuto dalle agenzie di stampa. Ma quando nel ddl compare inaspettatamente il richiamo alla «materia urbanistica», quando si concedono tre mesi a Comuni, città metropolitane, Province e Regioni per adeguare le proprie normative in modo da "limitare le restrizioni del diritto di iniziativa economica", i dubbi, così come i timori di un colpo di mano mascherato tra le righe del documento, cominciano a farsi largo tra i pensieri di chi si occupa di queste tematiche. Professore, come giudica le novità in materia urbanistica introdotte nel ddl che oggi verrà esaminato dal Consiglio dei ministri? «Da questa prima lettura a me sembra una pessima idea. In questo modo, se quello che leggiamo oggi sarà confermato, si rischia di stravolgere la tutela stessa del paesaggio. Garantita, vorrei sottolineare, dall' articolo 9 della Costituzione...». Eccolo, professore: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storicoe artistico della Nazione...". Il ddl del governo, tra l' altro, chiama in causa "normative comunitarie o internazionali" e concede tre mesi agli Enti locali per adeguarsi alla nuova legge costituzionale. Quasi a salvaguardia di eventuali abusi sul fronte urbanistico, non crede? «Intanto a me sembra che queste norme siano state scritte in modo generico e confuso. Inoltre, va detto che a livello europeo non c' è nulla di così "protettivo", non c' è niente di più alto rispetto all' articolo 9 della nostra Costituzione...». Quindi lei ha il sospetto che dietro questa modifica si possano celare dei colpi di mano? «Ripeto, da questa prima lettura del testo, intravedo dei seri rischi. Qualsiasi cosa attacchi in modo diretto l' articolo 9, è un qualcosa che attacca direttamente l' urbanistica e il paesaggio...».
SETTIS: norme generiche e confuse rischiano di stravolgere il paesaggio
Il governo ha introdotto un passaggio nel disegno di legge costituzionale che modifica gli articoli 41 e 118 della Carta, che fa scorrere dei brividi tra coloro che si occupano di tutela del paesaggio e di urbanistica. Salvatore Settis, archeologo e direttore della Normale di Pisa, ha espresso i suoi dubbi sulla novità introdotta nel ddl, che concede tre mesi agli Enti locali per adeguare le proprie normative in modo da "limitare le restrizioni del diritto di iniziativa economica". Settis giudica questa idea come "pessima" e teme che si rischi di stravolgere la tutela del paesaggio.
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