Spazio al sociale nel S. Francesco Nell'ex convento non solo Imt: si rivede l'accordo con Fondazione Crl LUCCA. Non solo Imt e polo universitario nel complesso di San Francesco. La commissione finanze accoglie la proposta del centrosinistra di inserire nel restauro anche uno spazio destinato alla città, magari conservando quella destinazione storica che ha visto il convento francescano come un luogo di assistenza di poveri. E quindi si aggiorna alla prossima seduta, da convocare prima del 28 giugno, quando la pratica sulla vendita della chiesa e del convento alla Fondazione Cassa di Risparmio arriverà in consiglio comunale. Nella prossima riunione della commissione saranno presenti anche un rappresentante della Fondazione Crl e uno della giunta per capire quanto margine d'azione c'è per modificare gli accordi già presi in passato dall'amministrazione comunale per l'alienazione del complesso. L'attuale intesa preliminare prevede, infatti, la vendita dell'intero complesso immobiliare (convento, ex oratorio di San Franceschetto, Chiesa di San Francesco, Cappella Guinigi) per 4 milioni e 700mila euro alla Fondazione Cassa di Risparmio che si è impegnata a restaurarlo con altri 10-12 milioni in modo da destinare l'intera struttura all'attività dell'Imt. Da questa vendita sarebbero, però, esclusi tutti gli arredi sacri, i dipinti e i mobili che si trovano all'interno della chiesa, che resterebbero di proprietà del Comune anche se verrebbero comunque lasciati al loro posto con una concessione d'uso. Invece, il progetto di restauro prevede l'uso pubblico dei chiostri e la realizzazione di un percorso pubblico (pedonale e ciclabile) tra l'area dell'ex caserma Mazzini e piazza San Francesco, con la chiesa che per un certo numero di giorni all'anno rimarrebbe gratuitamente a disposizione del Comune per iniziative culturali. In più, come garanzia, al Comune spetterebbe un diritto di prelazione per l'eventuale riacquisto del complesso. Intanto, però il Comune vende il complesso acquistato nel 2004 dai frati francescani per poco meno di 2 milioni e 200mila euro visto che non è stato in grado di farsi carico del restauro. E ha lasciato il complesso inutilizzato con l'eccezione di una minima parte occupata da una casa di accoglienza per detenuti ed ex detenuti. In questo quadro, secondo il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini l'accordo fra Comune e Fondazione Crl andrebbe allargato per individuare spazi per la città in modo da preservare la caratterizzazione sociale del complesso. «Quella del complesso di San Francesco - esordisce - non è una zona neutra ma ha una profonda integrazione nella vita del quartiere e della città. Da lì è passato il sarcofago di Ilaria del Carretto, nella chiesa sono sepolte le glorie della città e non si può trascurare l'importanza che la struttura francescana ha sempre avuto per l'assistenza alle famiglie povere». Per Antonio Sichi, capogruppo di Rc, è indispensabile anche inserire nell'accordo che l'immobile potrà essere utilizzato esclusivamente per finalità pubbliche: «Parlare solamente di diritto di prelazione per il Comune in caso di vendita del complesso da parte della Fondazione Crl, significa rischiare di perdere di un patrimonio e aprire l'ipotesi di strappare un edificio storico alla storia della città». Osservazioni recepite anche dalla maggioranza che per voce di Marco Modena (Pdl) ha deciso di aggiornare la seduta a prima del 28 giugno. Ha 700 anni: è fra le più antiche Struttura di 70 vani dotata di 3 chiostri LUCCA. Il complesso del convento di San Francesco è costituito dalla chiesa e da un sistema di corpi di fabbrica organizzato intorno a 3 chiostri. Fa parte del complesso anche l'oratorio di S. Franceschetto (già cinema Eden) e la cappella di S. Lucia. Il Comune è il proprietario: nel 1906 ha acquisito la chiesa dal Demanio in permuta con il convento di S. Agostino; nel 2004 ha acquistato il convento dalla provincia toscana dei Frati minori di San Francesco stimmatizzato, esercitando il diritto di prelazione. Il convento, che ha più di 700 anni ed è uno dei più antichi, se non il più antico in Italia tra quelli francescani, si sviluppa su due e tre piani fuori terra e comprende 70 vani, 2 cucine, 15 disimpegni, 17 servizi, 5 vani scala, 3 centrali termiche, un ripostiglio e una terrazza, oltre ai tre chiostri, un orto e un ampio giardino dal quale si accede a locali utilizzati come ufficio. La chiesa di San Francesco, alla quale si accede dalla piazza omonima e da via della Quarquonia, è corredata da sagrestia e campanile. Qui sono sepolti i lucchesi illustri, una sorta di famedio della Repubblica di Lucca. Da sempre la struttura è stata utilizzata per assistenza ai poveri.
LUCCA - La commissione finanze ritocca la vendita del complesso storico: decisioni entro il 28 giugno
Il Comune di Lucca sta rivedendo l'accordo con la Fondazione Cassa di Risparmio per la vendita del complesso di San Francesco, che include la chiesa, l'ex oratorio di San Franceschetto e la cappella di San Lucia. La commissione finanze ha accettato la proposta del centrosinistra di includere uno spazio destinato alla città nel restauro. Il complesso è stato acquistato dal Comune nel 2004 per poco meno di 2 milioni di euro, ma non è stato utilizzato per il restauro. La Fondazione Cassa di Risparmio si è impegnata a restaurare il complesso con altri 10-12 milioni di euro, ma l'accordo prevede la vendita dell'intero complesso per 4,7 milioni di euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo