Il Commissario: "Volevo restasse, è bravo" I sindacati esultano: "La sua gestione è stata solo un fallimento" Nel giorno in cui presenta la prossima stagione sinfonica il sovrintendente del Comunale Marco Tutino annuncia che a settembre, a fine mandato, saluterà il teatro. Così, quella che fino a ieri era una "indisponibilità" a continuare, ora è diventato un no vero e proprio. Espresso prima con chiarezza al commissario Anna Maria Cancellieri, che gli aveva chiesto una sua eventuale disponibilità al secondo mandato, poi fatto intendere altrettanto chiaramente a margine della conferenza stampa. «Non ho in animo di continuare», ha annunciato Tutino, spiegando che la sua è una decisione dettata «da motivi personali e non dai fatti di cronaca», ovvero la lunga conflittualità sindacale che ha caratterizzato il suo mandato. «Gli avevo chiesto di rimanere e lui mi ha risposto di no», conferma al telefono il commissario Cancellieri. «Tutino ha fatto un lavoro pregevole - aggiunge - ha amministrato con oculatezza». Ora, però, cè da gestire il "dopo" e il tempo non è tantissimo, dal momento che lattuale Cda del Comunale scade a settembre (e così il sovrintendente). «Cominceremo a lavorarci su - assicura il commissario, che poi aggiunge - per le nomine del Comunale si procederà come per gli altri enti». Cancellieri lascia intendere che una soluzione ponte, che arrivi solo alla nomina del nuovo sindaco e non per i prossimi quattro anni, non è la strada maestra. Anche se non tutti al ministero la pensano allo stesso modo, secondo il parere di alcuni. Tutino lascia, incassando però apprezzamenti per quel piano aziendale che ha richiesto lacrime e sangue, ma soprattutto ha acceso una conflittualità interna mai vista prima. «Penso di avere fatto un lavoro importante - ribadisce il sovrintendente in uscita - che dovrà essere condiviso da chi arriverà dopo; non ci sono altre possibilità. Quello del Comunale è un problema di assunzione di responsabilità da parte di tutta la città, istituzioni e privati». Lanno prossimo, ricorda ancora, «ci sono previsioni di un calo del Fus che a Bologna dovrebbe passare dai 13,5 milioni di questanno a 9 milioni di euro». Il 29 di questo mese si terrà poi il Cda del Comunale per lapprovazione del bilancio. «Abbiamo fatto un lavoro che ha dato risultati unici nel panorama delle fondazioni liriche italiane - rivendica Tutino - certo, il prezzo di scontri sindacali e incomprensioni è stato alto. Tutto ciò sarebbe stato meglio governato se non avesse coinciso con il periodo più confuso nella storia del governo della città. Le vicende istituzionali dei mesi scorsi hanno pesato molto anche su di noi». Tra i sindacati, invece, cè chi plaude alluscita di scena di Tutino e chi, più moderato, semplicemente invoca un cambio di rotta. «La sua gestione è stata fallimentare su tutta la linea - dichiara per esempio Enrico Baldotto della Fials - sia dal punto di vista delle relazioni e del dialogo, che dal punto di vista artistico». «Pensiamo al futuro del teatro e speriamo che il prossimo abbia più competenza gestionale» è invece il giudizio di Giuseppe Rossi della Uil. Per Beppe Fiorelli della Cgil, infine, tutto «dipende da come sarà il sovrintendente che arriva dopo di lui. Al di là delle persone, cè da capire che indirizzo si vuole dare al teatro, che progetto e piano industriale ci sono, e cosa accade coi tagli del Fus».
BOLOGNA - Tutino lascia il Comunale tre mesi per trovare il sostituto
Il sovrintendente del Comunale Marco Tutino ha annunciato di non voler continuare al suo mandato a settembre. Ha spiegato che la sua decisione è stata dettata da motivi personali e non dai fatti di cronaca. Il commissario Anna Maria Cancellieri ha confermato che Tutino le aveva detto di no quando le aveva chiesto di rimanere. Tutino ha fatto un lavoro pregevole, ma ora deve gestire il "dopo" e il tempo non è tantissimo. Il Comunale scenderà in effetti a settembre e il commissario Cancellieri ha già iniziato a lavorare per le nomine. I sindacati hanno reagito con diverse opinioni, alcuni che lodano la gestione di Tutino e altri che lo considerano un fallimento.
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