Caro direttore, su Repubblica Milano leggo che lassessore allurbanistica Masseroli intenderebbe avviare da subito le procedure per destinare ad altro uso larea assegnata dal Comune alla Biblioteca europea (Beic). È doveroso, nei confronti dei cittadini, mettere in chiaro alcuni punti. Larea dello scalo Porta Vittoria è stata assegnata alla futura Biblioteca nel 2003 dalla giunta Albertini e formalmente confermata alla Beic dal consiglio comunale di Milano nel 2007 per iniziativa del sindaco Moratti, che nella sua campagna elettorale per il Comune ha posto la Beic tra gli obbiettivi della sua amministrazione. I ministri Moratti, Stanca, Buttiglione e Lunardi, insieme con il sindaco Albertini e con il presidente della Regione Formigoni, avevano firmato il 6 aprile 2006 un Protocollo dintesa per sollecitare il finanziamento pubblico della nuova Biblioteca. IL GOVERNO - con ripetute dichiarazioni pubbliche dei ministri Sandro Bondi (Beni culturali) e Altero Matteoli (Infrastrutture) - ha espresso nel 2009 il proposito di finanziare la Beic attingendo al capitolo della Grandi Opere (la Beic costa meno di un ventesimo del Ponte di Messina), in quanto infrastruttura di interesse nazionale. È recente la notizia che New York stanzierà in un decennio un miliardo di dollari per lammodernamento della sua già splendida City Library; e che la città di Birmingham ha stanziato duecento milioni di sterline per il rifacimento della propria Biblioteca civica. La delibera del Comune del 2007 fissava il termine di tre anni per la eventuale revoca della concessione, con decorrenza dalla firma della convenzione con la Fondazione Beic. Ma la convenzione non è stata ancora firmata, in quanto una parte dellarea destinata alla Beic è stata nel frattempo occupata dal cantiere dei privati che stanno costruendo sullarea confinante (gruppo Coppola), i cui lavori si sono interrotti per ben tre anni per le note vicende giudiziarie della proprietà. Dunque i tre anni stabiliti dal Comune non sono ancora decorsi. Dopo quattro anni di intenso lavoro, il Progetto esecutivo, che segue a quello preliminare e a quello definitivo, è ormai completato. La Biblioteca potrà dunque essere costruita, inaugurata ed aperta al pubblico in tempo per lExpo del 2015. Se davvero il Comune disponesse la revoca della concessione, la sorte della Biblioteca europea sarebbe segnata. Resterebbero, certo, il Fondo Pontiggia e il Fondo fotografico Paolo Monti ormai acquisiti dalla Fondazione Beic, resterebbe il materiale raccolto per la grande biblioteca digitale Beic che sarà comunque aperta e in rete entro il 2010. Ma la grande Biblioteca del XXI secolo del quale lItalia è priva non nascerebbe più. I finanziamenti di diversi milioni di euro stanziati dal Parlamento nel 2005 per il progetto architettonico - e puntualmente utilizzati dalla Fondazione Beic a questo scopo - risulterebbero gettati al vento. Ciò sarebbe inaccettabile in ogni caso, ma lo è ancor più in una fase come lattuale, in cui è doveroso non sprecare alcuna risorsa pubblica. Rinunciando alla Biblioteca europea, lItalia (non solo Milano e non solo la Lombardia) perderebbe unoccasione storica per collocarsi degnamente in Europa in un comparto essenziale per le infrastrutture della conoscenza e per la ricerca interdisciplinare di oggi e di domani.
MILANO - Che danno rinunciare alla Beic
Il Comune di Milano ha assegnato all'area dello scalo Porta Vittoria la destinazione ad altro uso per la Biblioteca europea (Beic) nel 2003. La Beic è stata formalmente confermata dal consiglio comunale di Milano nel 2007. I ministri Moratti, Stanca, Buttiglione e Lunardi hanno firmato un Protocollo di intesa per il finanziamento della Beic nel 2006. Il governo ha espresso il proposito di finanziare la Beic nel 2009. La convenzione tra il Comune e la Fondazione Beic non è stata ancora firmata a causa di problemi con la proprietà dell'area. Il Progetto esecutivo è stato completato e la Beic potrà essere costruita e inaugurata entro il 2015.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo