Tra gli esempi negativi considerato emblematico il caso dei portici dello stadio Da pagina 1 Più che un accordo ribadito e rinforzato con il libretto delle istruzioni, quello di ieri è sembrato uno stop bello e buono al fai da te dei volontari di Ascom. E un avvertimento chiaro a quelli del Comune. Insomma, il «manuale» preparato dai Beni culturali e presentato ieri in via IV Novembre, frutto del protocollo d'intesa tra Comune e Soprintendenza siglato sotto la giunta Delbono, è stato più che altro il pretesto per ribadire con forza che in centro storico non bastano buona volontà e un pennello per risolvere l'affaire dei graffiti. Colonne dello stadio I volontari del Bologna calcio hanno pulito le tag senza regole «Il fai da te o, meglio, l'utilizzo dei volontari ha precisato la dirigente regionale dei Beni culturali, Carla Di Francesco è molto positivo, ma deve essere opportunamente guidato e istruito: le migliori intenzioni devono esserci e noi siamo sempre stati uniti al Comune anche per il bando, ma gli interventi fatti finora sono stati improntati alla copertura invece che alla rimozione dei graffiti. Con queste linee guida vorremmo evitarlo e ce la faremo». Poi sia la Di Francesco sia la collega della Soprintendenza ai Beni architettonici Paola Grifoni additano come esempio da non seguire quello dei tifosi del Bologna calcio «reclutati» da Ascom per ripulire il portico dello stadio. «Nel caso dello stadio dicono le Soprintendenti l'intervento di rimozione sarebbe riuscito anche a costi minori e in tempi brevi, evitando l'effetto-toppa che c'è adesso: vedremo come rifare l'intervento. Bisognerà evitare queste situazioni che non producono l'effetto voluto». Anzi, peggiorano la situazione e «declassano» Bologna, a sentire i Beni culturali. «Bologna ambirebbe a diventare patrimonio dell'Unesco dice la Di Francesco e lo meriterebbe anche, visto che è la città dei portici, ma è necessario dare un metodo di lavoro che tratti Bologna in maniera uniforme per la rimozione dei vandalismi senza distinzione tra beni tutelati e non tutelati». Che la pace con il Comune sia tornata lo ha confermato ieri la presenza della commissaria Anna Maria Cancellieri alla presentazione delle linee guida: «Ci tengo a dire che siamo insieme alla Soprintendenza: il vademecum è fondamentale perché aiuterà professionisti e volontari a fare del loro meglio». Quindi nessun passo indietro rispetto ai volontari che stanno aderendo al bando, a sentire la Cancellieri: «Siccome il centro non lo si può affrontare a caso, istruiremo i volontari e vedremo di dividere le zone. Ma li si potrà usare anche per tante altre cose, come la lulizia di serrande, cassonetti, pali della luce». E precisa Raffaela Bruni, dirigente dei Lavori pubblici del Comune: «I volontari verranno usati per ripulire i muri della periferia o, nel centro, solo dopo opportuna formazione e la nostra stretta sorveglianza. Nel frattempo useremo delle ditte specializzate e inizieremo a usare i volontari per le cose più facili». A spiegare le tappe fin qui seguite dal Comune è sempre la Bruni: «Dopo il cantiere pilota avviato sotto la giunta Delbono su Palazzo Pepoli Campogrande spiega sono ancor ain corso i lavori su oltre 200 numeri civici nelle vie del museo della città costato 160 mila euro». Il libro con le linee guida decise da Comune e Beni culturali potrà essere richiesto da tutti i proprietari di casa direttamente in Soprintendenza, ma si potranno trovare tutte le informazioni necessarie anche sui siti della direzione regionale dei Beni culturali e di Palazzo d'Accursio. «Se il bene è vincolato o sulle vie storiche spiega la Bruni i cittadini dovranno intervenire seguendo le modalità indicate e aderendo al protocollo d'intesa, ma la novità è che le procedure burocratiche sono state semplificate». E per chi aderirà al protocollo verrà garantita l'occupazione del suolo pubblico a titolo gratuito, operazione che il Comune vuole estendere anche a chi vorrà intervenire sul restauro della pavimentazione del portico. Il vincolo, per tutti i residenti del centro, resta lo stesso: rivolgersi a ditte specializzate.