Il progettista è il sindaco di Scansano Morini: «Ci siamo adeguati, ma non siamo d'accordo» Gentili: «Ci deve essere un futuro per le fonti rinnovabili» Ambientalisti stoppati dalla Soprintendenza: niente minieolico nella sede di Legambiente. Le pale del vento sarebbero troppo impattanti in una zona dai vincoli paesistici; e poco importa se quel no cade in un luogo simbolo: il "Centro di sviluppo sostenibile Il Girasole" di Rispescia, che proprio l'eolico sta promuovendo come nuova opportunità e frontiera dello sviluppo energetico. La storia è curiosa per vari motivi. E non solo per l'insospettabile "respinto", ma anche perché siamo in un immobile pubblico, di proprietà della Regione e gestito dal Comune di Grosseto (Legambiente ha una convenzione). In pratica: mentre dalla Regione e dal Comune arrivano messaggi per promuovere le rinnovabili, negli immobili di Comune e Regione le rinnovabili sono stoppate. La storia si colora ancor di più perché il progettista che si è sentito dire "no" è Marzio Flavio Morini, che di contenziosi sull'eolico - nel comune di Scansano dov'è sindaco - ne sa abbastanza. Sul parco eolico di Poggi Alti (sorto a poca distanza dal castello di Montepò) è esplosa una vera e propria guerra imbastita, a suon di ricorsi al Tar, dall'imprenditore del vino Biondi Santi. A Rispescia le dimensioni sono certo ridotte: si parla di minieolico, due pale da 18 metri l'una di fronte a immobili di non particolare pregio, ma la contestazione ha sempre a che vedere con l'impatto ambientale. Per conto di Legambiente Morini, come libero professionista, ha presentato un progetto di ristrutturazione da 2 milioni e 300mila euro (in parte finanziati dalla Fondazione Mps e in parte dalla sede nazionale). Tra coibentazioni, tinteggiature, impianti termici e altro, il progetto comprendeva anche le due pale di eolico che avrebbero potuto trovar posto nel "percorso natura" di fronte ai fabbricati. Il Comune di Grosseto ha approvato il tutto ma la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per Siena e Grosseto l'ha bocciato senza appello. «L'unico neo che non siamo riusciti a realizzare è proprio questo: le pale - dice lui - Ci è è stato sconsigliato di metterle perché, da parte della Soprintendenza, c'è questa visione di salvaguardia del paesaggio, che fa sì che il paesaggio stesso non sia ben visto come fonte di produzione di energia rinnovabile. Rispetto il ruolo delle Soprintendenze e capisco che il nostro paesaggio sia la cosa più preziosa che abbiamo, ma non credo che salvaguardare il paesaggio significhi non montare pale di minieolico alte poche decine di metri. Comunque ci siamo adeguati, anche se non siamo molto d'accordo. Le pompe Vivarelli sono state inventate in Maremma e noi le abbiamo portate nel mondo; pensavamo di avere una tradizione su questo tipo di energia. Riproveremo in futuro». Un boccone tanto più amaro per Angelo Gentili (segreteria Legambiente): «Pensiamo che la Soprintendenza abbia un grande ruolo, debba esercitarlo e che i vincoli paesistici e storici vadano rispettati. Ma pensiamo anche che ci debba essere un futuro per le rinnovabili, e che due pale di minieolico non rappresentino un rischio dal punto di vista paesaggistico-ambientale o estetico. Soprattutto sono strumenti che si mettono, producono energia rinnovabile e dopo 20 anni possono essere levati senza alterazioni all'ambiente». Accanto a Morini e Gentili c'era l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Frosolini, che ha citato l'impegno del Comune sul fronte delle rinnovabili; lo stesso Comune che in più occasioni si è trovato a fare i conti con le Soprintendenze. E' recente la bocciatura di un progetto che prevedeva una caffetteria sul bastione Maiano, e che ha visto la totale chiusura da parte della Soprintendenza.