Il presidente di Unica, una delle più grandi cooperative: «I problemi non si risolvono dando più potere alla Regione» Tossani replica a Settis: «Però non si può congelare l'esistente. E di abitazioni c'è bisogno» Cambierei qualcosa nella ristrutturazione dell'area ex Stianti a San Casciano, alleggerirei il progetto No allo sviluppo zero, al congelamento del paesaggio e delle città, ma in passato qualche errore è stato fatto (anche dalla cooperativa che presiede). Così Stefano Tossani, presidente di Unica, replica al professor Settis su urbanistica e consumo del territorio. «Costruiamo perchè c'è un bisogno abitativo non soddisfatto spiega Tossani e volumi zero si può fare, ma per riqualificare serve anche il contributo pubblico, come anche per costruire case da dare in affitto». Errori? «La Scuola marescialli e l'intervento che abbiamo fatto a San Casciano, all'ex Stianti, che oggi alleggerirei» Ha costruito 4.500 abitazioni (e ne sta realizzando altre 400). Unica è una cooperativa di abitazione tra le più grandi del Centro Italia, nata nel 1996 dalla fusione di sei cooperative dell'area fiorentina. E il presidente Stefano Tossani conosce bene la «materia» dell'urbanistica. Presidente, c'è stato in Toscana un uso eccessivo del territorio negli scorsi anni? «Qualche errore è stato fatto, ma c'è un bisogno di abitazioni che è insoddisfatto e a cui occorre rispondere. Un bisogno che a Firenze, ad esempio, è formato da più fattori: nuove famiglie, anche monopersonali, immigrazione, turismo di lunga durata, presenza di studenti universitari fuori sede che da soli abitano 8.000 alloggi. Per rispondere a questo bisogno la risposta non può essere non fare niente». Si può combattere la rendita immobiliare e costruire a volumi zero, come vuol fare il sindaco Matteo Renzi? «Si può, ma con politiche adeguate, non congelando l'esistente. Volumi zero? Benissimo, ma se fino ad oggi non è stato fatto, vuol dire che qualche problema esiste. Costruire case o riqualificare zone si può fare sempre, ma servono investimenti e se si vuole dare un valore sociale a questi interventi è necessario l'intervento pubblico a fianco di quello privato. Firenze in 30 anni ha perso 100.000 abitanti soprattutto per i costi più alti delle case rispetto a città e paesi limitrofi, un fenomeno che espelle giovani e fasce deboli». Lei ha parlato di errori passati: c'è un intervento che non vorrebbe aver visto? «Sì. La Scuola marescialli a Castello». Unica ha realizzato il contestato progetto di 150 appartamenti nell'area ex Stianti a San Casciano. Nessun errore vostro? «Cambierei qualcosa, alleggerirei il progetto, anche se lì è stato fatto tutto a volume zero e senza consumo di territorio: si è costruito con gli stessi volumi dell'ex fabbrica e sullo stesso terreno. Per ammortizzare l'investimento serve un certo numero di abitazioni e che nel costo entri anche la voce dei terreni, per la quale servirebbe una qualche forma di calmierazione pubblica». Il professor Salvatore Settis, nell'intervista al Corriere Fiorentino ha sottolineato che gli oneri di urbanizzazione sono una voce di introiti importante per i Comuni e che questo può spiegare «alcune leggerezze nel consentire l'edificazione»: è d'accordo? «Gli oneri di urbanizzazione nei bilanci dei Comuni, hanno più peso di prima anche a causa del taglio dei trasferimenti centrali e a volte fanno la differenza tra un bilancio chiuso o meno in pareggio, ma non farei nessuna equazione». Settis propone anche di restituire più potere alla Regione su urbanistica e programmazione, togliendo ai Comuni: qual è il punto di equilibrio? «Negli anni '80 e per metà di quelli '90 è stata la commissione regionale a decidere con potere assoluto sulla pianificazione, poi si è dato più poteri ai Comuni, ma non mi sembra che la prima esperienza sia stata immune da rischi di sottovaluzione del consumo del territorio. Il problema non si risolve dando più potere alla Regione». Non è stato costruito troppo, anche in Toscana? «Non realizziamo case perchè restino vuote. È che cambiano le condizioni sociali, le esigenze. E gli strumenti legislativi in materia di urbanistica ci sono già: la legge 1 e il piano paesaggistico della Regione sono presi come paradigma in tutta Italia quando si parla di riforma dell'urbanistica». È possibile conciliare mercato e responsabilità sociale? «È faticoso, ma possibile. E come cooperativa chiediamo a Comuni e Regione un confronto per aprire la partita della costruzione di alloggi da dare in affitto, mettendo assieme risorse private e pubbliche».
TOSCANA - Io, signor 5.000 case, ammetto Sì, qualche errore è stato fatto
Il presidente di Unica, Stefano Tossani, replica al professor Salvatore Settis su urbanistica e consumo del territorio. Tossani sostiene che non si può congelare l'esistente e che è necessario costruire case per soddisfare il bisogno abitativo insoddisfatto. Ha costruito 4.500 abitazioni e ne sta realizzando altre 400. Tossani critica l'uso eccessivo del territorio in Toscana negli scorsi anni e riconosce che alcuni errori sono stati commessi, ma sostiene che è necessario dare un valore sociale ai progetti di ristrutturazione e riqualificazione. Tossani propone di aprire la partita della costruzione di alloggi da dare in affitto, mettendo assieme risorse private e pubbliche.
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