Aaron Young, «glam boy» di San Francisco, classe 1972, spopola nel sistema dell'arte contemporanea (galleria di riferimento, la strapotente Gagosian). A Roma, in questi giorni, una sua carrozza sistemata su una colonna al Teatro Marcello (nella foto) mentre una sua personale, «Slippery when wet», è in corso al Macro. Paradosso da manuale, se non fosse che l'opera è diventata un piccolo caso diplomatico. Opere dello stesso artista siono arte, se esposte nel museo, «ferraviglie da rimuovere» dagli scavi secondo una vecchia legge In botticella, con vista sulle rovine antiche. Tour pittoresco? Non proprio, se l'autore dell'installazione davanti al Teatro di Marcello una carrozza dipinta d'oro e issata su una finta colonna in resina ironizzava in una recente intervista sul settimanale «Panorama»: «La impalerò, con un chiaro significato sessuale». Tant'è: l'intervento di Aaron Young il «glam boy» di San Francisco, classe 1972, spopola nel sistema dell'arte contemporanea (galleria di riferimento, la strapotente Gagosian) fa pendant con la sua personale, «Slippery when wet», in corso al Macro di via Reggio Emilia. Provocazione, sì, nel Dna delle avanguardie: là il monumento storico, qua l'anti-totem. Paradosso da manuale, se non fosse che l'opera è diventata un piccolo caso diplomatico. «Nessuno ci ha chiesto nulla protesta Federica Galloni, responsabile della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici bypassando le procedure. Il sito è vincolato e avremmo anche potuto concedere l'autorizzazione: ora, dovremo approvare l'iter a cose fatte». Originali La carrozza di Young, a sinistra, e un'altra sua opera esposta Giuseppe Proietti, a capo della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma, ribadisce: «Ho formalizzato al Comune le mie perplessità, pregando tra l'altro di ridurre le dimensioni». Motivo? «Non sempre l'accostamento tra opere di epoche diverse valuta Proietti è accettabile e Roma è un unicum al mondo. I milioni di turisti che, ogni anno, visitano i monumenti si aspetterebbero di trovarli così come sono. Ecco, l'opera di Young al Teatro di Marcello un po' disturba e non vorrei che aprisse la strada ad altre iniziative». Questione di tutela, insiste il soprintendente: «Non vogliamo una città museo, mummificata, ma la legge (la numero 1089 del 1939 ndr) vieta di porre manufatti nelle aree vincolate». Il sovrintendente comunale difende la scelta, in linea con le nuove aperture di Macro e Maxxi: «Per quale ragione opere conclamate nei musei di arte contemporanea obietta Umberto Broccoli non possono trovare spazio all'esterno? Ho imiei gusti, certo, ma la fama di Young è indiscutibile, altrimenti dovremmo rivedere il giudizio su Duchamp, Manzoni, o sulle Mura Aureliane impacchettate da Christo». Il responsabile della Cultura, Umberto Croppi, condivide: «L'opinione del passante è ben altro rispetto allo statuto di opera d'arte, come è evidente che qualsiasi elemento concepito per provocare susciti polemiche. Strano, però, che la Soprintendenza definisca l'opera di Young un "ammasso di ferraglie", quando il ministero inaugura una punta di eccellenza come il Maxxi...». Sì, dunque, all'espressione contemporanea negli spazi pubblici, «cum grano salis» e nel rispetto delle regole. Dopo la star americana, sarà il messicano Rivelino a conquistare la ribalta en plein air: «Nel centenario della Rivoluzione anticipa Broccoli ospiteremo le sue sculture monumentali in alcune piazze di Roma».
ROMA - Dentro il museo è arte, fra gli scavi ferraglia
Aaron Young, un artista americano, ha esposto una sua opera, Slippery when wet, al Macro di Roma. L'opera è stata installata su una colonna al Teatro Marcello, provocando una controversia. La Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma ha espresso perplessità sulla presenza dell'opera, affermando che il sito è vincolato e che l'opera non è conforme alle norme. Il responsabile della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici, Federica Galloni, ha affermato che non è stato chiesto nulla e che l'opera è stata installata senza autorizzazione. L'artista ha ironizzato sulla sua opera, affermando che la porterà a teatro per "impalare" il pubblico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo