Alessandro Maggioni: situazione sconvolgente Sconvolgente. L'assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni definisce così la situazione di piazza San Marco da un punto di vista economico. «Non è più possibile andare avanti, c'è una totale assenza di finanziamenti. Il governo non è più in grado di badare ai propri tesori? Lo dica chiaramente». Intanto lancia un'ipotesi per galleggiare: «I banner pubblicitari siamo costretti ad installarli anche se ne faremmo volentieri ameno. In futuro, vorremmo dare ai privati la possibilità di fruire di alcune zone della città per le attività aziendali». Un po' come si è fatto in passato per eventi-simbolo (tra tutti ricordiamo la cena organizzata da Hermès nel cortile di Palazzo Ducale), ma forse anche di più. Martedì si è tenuta la prima riunione di coordinamento su Piazza San Marco con la nuova giunta (che vorrebbe questi incontri a cadenza trimestrale) e subito si alzato il primo grido d'allarme. Un sos lanciato dall'assessore ai Lavori pubblici che, però, sembra interpretare il comune sentire degli altri partecipanti all'affollato tavolo periodico. Ossia: Magistrato alle Acque, Soprintendenza ai Beni Architettonici, Consorzio Venezia Nuova, Curia patriarcale, Procuratoria di San Marco, Broker House, Associazione dei bancali, Associazione Piazza San Marco, Polizia municipale, Fondazione Musei Civici e ovviamente lo stesso Comune di Venezia. Che, appunto, attraverso l'assessore Maggioni prende ora spunto dal primo incontro per lanciare un allarme, parole sue, «sconvolgente». Accuse che erano già state fatte dai precedenti governi della città ma che ora sembrano più pesanti. Sul banco degli imputati principalmente il governo che non ha ancora garantito a Ca' Farsetti quanto promesso, vale a dire i 42milioni di euro di Legge Speciale mai giunti nelle casse dell'amministrazione da tre anni a questa parte. «Basta, così non possiamo più andare avanti attacca Maggioni il governo non è in grado di garantire i fondi che si spettano? Ce lo dica chiaramente». L'area Marciana, chi fa una passeggiata in questi giorni se ne renderà facilmente conto, è ormai a pezzi con cantieri che spuntano ad ogni angolo. Così come i tanto discussi maxi cartelloni pubblicitari. Su questi ultimi Maggioni è molto critico ma non li condanna in toto. Certo, ammette con decisione, «la salvaguardia della città dovrebbe essere finanziata in altro modo». In pratica: le pubblicità non sono certo belle sulle facciate dei palazzi a San Marco, tutti d'accordo, ma al momento non sembrano esserci soluzioni migliori. Già, almomento. Perché su questo punto il neo assessore ai Lavori pubblici apre a nuove prospettive: «Con la Venezia Marketing Eventi studieremo altre modalità per dare la possibilità agli investitori di fruire di spazi cittadini per le attività aziendali» dice Maggioni. Che, comunque, ci tiene a ribadire un concetto: «Sia i banner che le nuove forme di marketing sono tutti strumenti palliativi e non certo idonei ad una città delicata come Venezia». Sintetizzando: va bene la pubblicità (ma molto controllata), vanno bene le feste nei campi e palazzi maancor meglio andrebbero i soldi del governo. «Promessi e mai stanziati». Che farebbero comodo a San Marco, soprattutto perché la città in questo caso non dovrebbe dare nulla in cambio.