VENEZIA E LA MOSTRA Claudio Scarpa (albergatori): ci sarà il pienone ma non bastano 15 giorni per risollevare la stagione Previste lOOmila persone da tutto il mondo tra il 1 e FU settembre per la 61a edizione del Festival E difficile tracciare una linea netta tra il giro d'affari prodotto sul territorio esclusivamente dagli spettatori della Mostra del Cinema e quello, più ampio e vario, conseguente al turismo culturale veneziano. Turismo che il prossimo settembre, a parte il Lido, ha in calendario "classici" come la Regata storica e il Campiello, oppure eventi come la mostra di Turner al Museo Correr. Tuttavia, gli operatori del settore concordano nel dire che i visitatori che si vedranno in giro nelle prossime settimane sono ben diversi dai "mordi e fuggi" di agosto: si tratterà di turisti culturali che "vivono la città" e in grado di spendere secondo i calcoli a livello nazionale fatti dall'Annuario della cultura 2004 del ministero dei Beni culturali e del Touring club italiano una media giornaliera di 104 euro, se stranieri, e una media di 98 euro se italiani. L'impatto in cifre. Per avere un'idea più precisa del giro d'affari della Mostra sul territorio di Venezia e dintorni è necessario passare in rassegna qualche cifra. Secondo i dati diffusi dalla Biennale, infatti, durante la scorsa edizione del festival sono stati venduti complessivamente 39.517 tra biglietti, carnet, tessere promozionali e abbonamenti, mentre il numero di frequentatori dell'area del Palazzo del Cinema durante le settimane della manifestazione è stato stimato intorno alle centomila persone. Allo stesso modo, le produzioni che presentano i loro film in concorso o fuori concorso effettuano una spesa sul territorio legata all'organizzazione dell'evento e alla sua promozione: secondo la Biennale, per esempio, le spese di viaggio, ospitalità e rappresentanza di una produzione "made in Usa" al Lido in occasione della Mostra si aggira in media intorno ai 5OOmila euro. Dal Lido a Venezia. «Sulla città penso che il festival abbia una ricaduta a livello di immagine internazionale, più che a livello economico commenta Michele Zunin, vicecapogruppo di Forza Italia, all'opposizione nel consiglio comunale di Venezia mentre i dieci giorni di Mostra sono vitali per il Lido, soprattutto per gli albergatori e per i commercianti. Qui il turismo è innanzitutto di tipo tecnico e comprende addetti ai lavori, giornalisti, lo star sy-stem». Poi ci sono gli appassionati di cinema, «un pubblico spesso giovane, che si adatta anche a sistemazioni "spartane" prosegue ma in questo senso né il Comune né i privati hanno mai provveduto ad affiancare l'offerta già presente con strutture ricettive alternative, come per esempio i camping, a prezzi più abbordabili. Quanto invece all'ipotesi di costruzione di un nuovo Palazzo del cinema sul suolo del Lido conclude Zunin le alternative agli spazi attualmente previsti ci sarebbero, ma la Biennale preferisce tenere vicine e collegate la nuova struttura, l'attuale Palazzo del cinema e il Casinò, anche se il sito prescelto, comporterà la scomparsa di un giardino con una serie di alberi secolari, operazione contro cui Rifondazione comunista e Verdi si stanno fortemente schierando». Gli alberghi e la ristorazione. Vigilia come da copione sul fronte alberghiero: «Quest'anno interviene Claudio Scarpa, direttore dell'Associazione albergatori veneziani sarà come gli anni precedenti: tutto esaurito. In questo periodo una camera doppia in un albergo a 4 stelle costa circa 110-115 euro a notte: il 20 in meno rispetto a tre anni fa. Ma non sono diminuite solo le tariffe, è calato complessivamente anche il numero di posti letto disponibili, passati dai 1 Smila del 2002 agli attuali 12mila. Somma che non comprende la ricettività extralber-ghiera, rappresentata da oltre un milione di posti letto con la formula "Bed Breakfast", più un altro migliaio di posti tra case di ospitalità religiose, foresterie e sistemazioni di agriturismo in terra ferma». Il Lido, al contrario, può contare su una capacità limitata di circa duemila posti letto e, una volta esaurita l'offèrta locale, le prenotazioni si riversano su Venezia. «Non bastano 15 giorni per sostenere l'industria turistica in Laguna conelude Scarpa anche perché durante il resto delTàa-no il mercato sembra andare sulle montagne russe e dalle stime 3ei primi sei mesi del 2004 ci aspettiamo un calo di fatturato su Venezia di circa il 2-3 per cento. A Mestee, inoltre, le cose stanno andando anche peggio, con un calo di fatturato pari al 5 per cento». Ancora più preoccupato, infine, Erne-sto Pandn, «rettore dell'Associazione esercenti pubblici esercizi: «Venezia, incluso il Lido, conta attualmente su circa 950 esercizi, suddivisi tra bar, ristoranti e altri locali per la vendita di alimenti e bevande: rispetto alle scorse stagioni il volume degli incassi è calato del 5-30, con una situazione a "macchie di leopardo" in base alla vicinanza o meno alle zone di maggior passaggio turistico».