Trentanni fa il movimento ambientalista organizzava la protesta che salvò loasi dalla costruzione di una strada "Quella mobilitazione aprì una nuova fase legislativa per le aree protette" Cera da tutelare uno degli ecosistemi di maggior pregio dellIsola Trentanni di Zingaro. Ricordi, bilanci, progetti sintrecciano in occasione di conferenze, escursioni, incontri promossi per celebrare la prima riserva naturale istituita in Sicilia. Due le date storiche da rievocare: il 18 maggio 1980 e il 6 maggio 1981. La prima è rimasta nella memoria dei duemila partecipanti alla marcia per «salvare 1500 ettari tra cielo e mare». Arrivarono da mezza Sicilia, raccogliendo lappello lanciato da un bel cartello di associazioni: Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Arci, Club alpino siciliano, Associazione forestali. Il pericolo da scongiurare era la realizzazione di una strada litoranea da Scopello a San Vito Lo Capo, secondo un progetto già finanziato dallassessorato regionale al Turismo. Un progetto che avrebbe alimentato verosimilmente una serie di speculazioni edilizie e contro cui il fronte ambientalista aveva prodotto esposti, petizioni, relazioni scientifiche. Cera da salvare uno degli ecosistemi di maggior pregio naturalistico e paesaggistico di Sicilia: la costa rocciosa a strapiombo, le calette, la grotta dellUzzo abitata fin dal Paleolitico, la tipica vegetazione della gariga e della macchia mediterranea, con la palma nana che qui può raggiungere anche due metri di altezza . E poi la fauna, con i falconiformi che nidificano nella falesia. E ancora, lequilibrio tra natura ed insediamenti umani, una simbiosi perfetta: il baglio Cusenza, la torre dellUzzo, la Tonnarella. E le tradizionali attività, come quelle legate alla lavorazione della fibra vegetale (la giummarra e la disa). Quel 18 maggio del 1980 i duemila manifestanti occuparono simbolicamente lo Zingaro. Limpatto sullopinione pubblica fu straordinario. Era la prima volta che in Sicilia ci si mobilitava per salvare una fetta di territorio. La marcia rappresentò una tappa fondamentale per il movimento ambientalista e, più in generale, per la coscienza civile della società siciliana. «A difesa dello Zingaro - racconta Franco Russo, uno dei promotori della marcia e allepoca direttore dellIstituto di conservazione dellAzienda foreste demaniali - si creò un forte movimento dopinione con comitati di base trasversali che comprendevano ambientalisti, docenti universitari, operatori forestali. Scrissi io il manifesto della famosa marcia, che ebbe grande eco sugli organi dinformazione ed inaugurò una nuova fase legislativa in Sicilia per le aree protette, anticipando di diversi anni la legge quadro nazionale sui parchi e sulle riserve naturali». I risultati di quella mobilitazione popolare non tardarono ad arrivare: meno di un anno dopo, il 6 maggio del 1981, una legge regionale sanciva listituzione della riserva naturale orientata dello Zingaro, la prima in Sicilia. La legge fu votata da tutti i gruppi parlamentari dellAssemblea regionale siciliana. Nellappello lanciato dallallora presidente dellArs Michelangelo Russo cera lauspicio che «questo lembo di terra restasse unoasi per un nuovo rapporto dei siciliani con la natura». «Cera un clima politico favorevole - ricorda Franco Russo, che della riserva fu anche il primo direttore - Avevo preparato larticolato della legge istitutiva dellarea protetta e poi firmai il cosiddetto piano di zonizzazione, cioè la pianificazione delle tre fasce: quella più selvaggia ed incontaminata da preservare integralmente, quella agraria col borgo Cusenza, in cui sono possibili alcune coltivazioni, e quella dove sono consentite le attività che ne permettono la fruizione e gli interventi che ne mantengono lattuale equilibrio. La battaglia per lo Zingaro aprì nuove prospettive anche in merito allesproprio di aree di interesse naturalistico (con una normativa approvata già nel luglio del 1980), come Vendicari e Pantalica». Sui trentanni dello Zingaro interviene anche Francesca Messana, già deputato regionale del Pci e prima firmataria della legge istitutiva della riserva naturale. «Quel provvedimento legislativo - spiega - non fu un fatto isolato ma sinserì in una stagione di riforme dellAssemblea regionale, in cui fu presidente della Regione Piersanti Mattarella, purtroppo solo per una parte della legislatura. Si creò uno schieramento civile ed istituzionale che simpegnò per quel risultato. Oggi, il frutto di quella battaglia è un territorio ancora integro ed una delle riserve naturali più visitate del turismo internazionale. Ma il traguardo ancora da raggiungere è quello di una valorizzazione delle aree protette tale da creare nel territorio la trama di uno sviluppo ecosostenibile, unica via per la Sicilia di tirarsi fuori dai limiti del sottosviluppo. In questo senso, rimane ancora tantissimo da fare». La legge istitutiva della riserva naturale ha posto come obiettivo la conservazione del patrimonio naturalistico ma anche la ricerca scientifica e la promozione turistica, affidandone la gestione allAzienda foreste demaniali della Regione, che per la sorveglianza si avvale del Corpo forestale. La creazione dei sentieri - natura, del centro visitatori e del museo sono state le condizioni per una fruizione intelligente dello Zingaro. Sono via via aumentati nel corso degli anni i servizi offerti ai visitatori: dalle visite guidate agli incontri di educazione ambientale, in collaborazione anche con diverse associazioni. Il Wwf, in particolare, dai primi anni Novanta organizza campi naturalistici estivi allo Zingaro, cui partecipano volontari da tutta Italia. «Un servizio predisposto anche per la prossima estate - dice il direttore della riserva Vincenzo Bertolino - è quello dellidro-ambulanza per eventuali interventi di pronto soccorso dal mare, grazie ad una convenzione con la Croce rossa, la Protezione civile, i Comuni di Castellammare del Golfo, Custonaci e San Vito Lo Capo». Per lo Zingaro che compie trentanni si prospettano grandi novità. È allo studio un consistente allargamento della riserva naturale, fino a comprendere larea di Monte Cofano. E poi, sembra riprendere quota il progetto di istituire unarea protetta marina, di cui si parla da quindici anni, sulla scia di una petizione popolare lanciata dal Wwf. Tra i promotori delliniziativa, Girolamo Culmone, già presidente regionale del Wwf ed oggi direttore della riserva delle Saline di Trapani: «Larea protetta marina - spiega Culmone - sarebbe il completamento della riserva dello Zingaro, un fondamentale strumento di tutela dei fondali, della biodiversità di quel tratto di costa ed anche della balneazione, con la creazione di appositi campi-boa per i diportisti». La commissione Ambiente del Senato, presieduta da Antonio DAlì, ha effettuato in questi giorni dei sopralluoghi in riserva ed ascoltato alcuni interlocutori tecnici ed istituzionali. Per lo Zingaro si aprono davvero nuovi orizzonti.