I progetti per Villa Olmo La mostra di Villa Olmo dedicata a Rubens e i fiamminghi sfiora i 58mila visitatori e si appresta ad affrontare l'ultimo mese di apertura (chiuderà il 25 luglio) con l'obiettivo, praticabile se il trend dell'afflusso sarà rispettato, di confermare la cifra ormai abituale degli 80mila Intanto Sergio Gaddi, assessore alla Cultura di Como e curatore del progetto espositivo, lavora già al prossimo evento. Oggi vola a San Pietroburgo, dove incontrerà i responsabili di vari musei per porre o consolidare le basi in vista di future collaborazioni operative. «Vado a caccia di opere», dice, da esporre nella storica dimora neoclassica di via Cantoni il prossimo anno. Opere di quale stile? Di quali autori? Tutto è top secret per ora. «Siamo solo ai preliminari, non c'è nulla di definito né di definitivo» dice Gaddi. Che però, riferendosi al "totomostre" dello scorso inverno, quando non era affatto sicuro che la rassegna del 2010 sarebbe stata dedicata al Barocco, spunta dal taccuino del cronista le potenziali ipotesi alternative tuttora sul tappeto e valide per il 2011. Macchiaioli e Fattori, cioè pittura italiana dell'Ottocento? «Poco probabile». Archeologia precolombiana? «Toglierei». Espressionisti di area tedesca? Maestri dei Paesi Bassi (l'anno scorso Gaddi fu ospite dell'ambasciata olandese in Italia al Rijksmuseum, al Museo Van Gogh, alla Akzo Nobel Art Foundation a Casa Rembrandt)? «Forse», dice laconico Gaddi. L'anno scorso altri nomi papabili per Villa Olmo erano i maestri del Guggenheim di New York, Edvard Munch (erano in corso trattative con il Museo Munch a Tøyen, presso Oslo) e Lucian Freud, pittore britannico nipote del padre della psicanalisi Sigmund.