In corso la sopraelevazione del capannone dellistituto, il progetto è della Quadra Gli abitanti vicini hanno già presentato numerosi esposti Prosperius, mattoni ed esposti. In via Masaccio la sopraelevazione di un edificio del centro è iniziata il 3 febbraio su progetto della Quadra. Alcune foto documentano in modo impressionante come era lambiente prima dei lavori e come è adesso. Il capannone insomma lievita, gli abitanti della zona sono in rivolta e il Comune promette di controllare la situazione e di prendere provvedimenti drastici se necessario. Lufficio urbanistico di Palazzo Vecchio promette: «Se è un abuso lo abbatteremo». Fra lo sconcerto dei residenti, in via Masaccio 135 sta sorgendo un grosso parallelepipedo di mattoni e cemento. Si tratta della sopraelevazione del capannone che ospita listituto fisioterapico Prosperius del professor Mario Bigazzi. Il progetto, firmato dal geometra Alberto Vinattieri della Quadra, la società finita al centro di uninchiesta per corruzione, prevede la realizzazione di un altro piano e di un sottotetto. Come in molti casi analoghi, il nuovo edificio toglie aria, luce e visuale alle famiglie che abitano nelle vicinanze, alcune delle quali hanno presentato numerosi esposti alla direzione urbanistica del Comune. Il 7 giugno uno dei residenti, lavvocato Fulvio Ferlito, ha scritto una mail al sindaco Matteo Renzi denunciando diverse illegittimità e sollecitando un intervento del Comune prima che lo scempio ambientale diventasse permanente per effetto del nuovo ventilato condono edilizio. L8 giugno il sindaco gli ha risposto informandolo della avvenuta notifica di una ordinanza di immediata sospensione dei lavori. Nonostante ciò, i residenti hanno continuato a vedere operai al lavoro sino a ieri mattina, quando lavvocato ha scritto di nuovo al sindaco chiedendogli perché lamministrazione non si fosse mossa per impedire labuso. Se la sopraelevazione sarà completata - si domanda lavvocato - come sarà possibile arrivare al ripristino dello stato dei luoghi? I residenti si sono accorti dellavvio dei lavori il 3 febbraio, quando operai protetti da tuta e maschera hanno cominciato a smontare il tetto in eternit del capannone, senza avvisare i vicini. Da quel giorno hanno cominciato a indagare e hanno scoperto una serie di elementi poi puntualmente verificati dallispettorato edilizio, che ha avvisato la procura. Per una parte del capannone nel quale ha sede il Prosperius non è mai stata rilasciata licenza edilizia. E abusivo e non è mai stato condonato. Per laltra parte del capannone risulta tuttora in vigore la destinazione industriale e non quella commerciale indicata nel progetto, che ha consentito un maggiore aumento di superficie. Lavvocato Ferlito sottolinea come in queste condizioni sia totalmente illegittima la Dia (dichiarazione di inizio attività) grazie alla quale il Prosperius ha avviato i lavori. E si chiede come sia possibile che la commissione edilizia, che nel 2007 ha esaminato 4 volte il progetto, non abbia mai verificato la regolarità urbanistica del capannone. Martedì Bigazzi a processo per lo sbanco di S.Domenico Mentre scoppia il caso di via Masaccio, il professor Mario Bigazzi, titolare del Prosperius, si appresta ad affrontare con altre sei persone il processo per abusi edilizi e violazioni paesaggistiche per la costruzione del grande edificio alle pendici di San Domenico dove - secondo il progetto approvato - dovrebbe sorgere una casa di riposo, mentre Prosperius vorrebbe concentravi tutte le attività, costituendo un polo sanitario e ospedaliero. La prima udienza è fissata per martedì prossimo, 22 giugno. Al centro del processo, il grande sbanco realizzato nella collina. Il cantiere è tuttora sotto sequestro. I residenti nei dintorni si sono costituiti parte civile. Gli avvocati Alessandro Traversi e Sara Gennai, che assistono Bigazzi, portano 25 testimoni e vari consulenti: «Siamo pronti a difenderci con le unghie e con i denti da tutte le contestazioni».