Rivolta contro il park dei soliti noti La Regione dispone nuovi accertamenti : «Ricontrolleremo tutte le autorizzazioni» E nuovo controllo su tutto l'iter autorizzativo. «Nessuna speculazione - sospira Dante Perugi, ingegnere di Santa Margherita, amministratore unico de La seconda punta immobiliare, la srl che vuole realizzare il park interrato - i posti auto saranno a disposizione di chi abita qui sopra. Hanno pur diritto di arrivare vicini a casa loro in macchina, poveretti». Poveretti mica tanto, considerato che hanno dimora nelle case più belle del mondo. E i nomi sono nomi da vip. Qui ha una villetta anche Franco Bonelli, nome nobile dell'avvocatura italiana, super esperto di diritto societario. Ma da quell'operazione, giura Bonelli, si è sfilato: «Io due parcheggi li ho, là non ci vado mai e non ci ho dormito una notte in vita mia, mi hanno proposto di entrare nella società ma ho detto di no. Il posto auto serve ai ricchi milanesi». Lei mica è povero... «Sì, ma non sono milanese». In quella casetta, nel 1996, trascorse un periodo agli arresti domiciliari Lorenzo Necci, presidente delle Ferrovie: «E siccome nella zona c'era qualcun altro, all'epoca, che aveva dei problemi - ride Bonelli - fu chiamata la collina degli inquisiti». Ma del parcheggio, dice, «so poco e non m'interessa». Nella società compaiono però nomi di spicco. C'è Cesare Sironi, amministratore delegato di Matrix -Telecom Italia. C'è Nino Lo Bianco, super esperto di consulenze aziendali. C'è Salvatore Trifirò, avvocato del lavoro, uno dei più celebri giuslavoristi d'Italia, legale di Ferrovie dello Stato e di Fiat. C'è Giovanni Arvedi, il cavaliere della siderurgia di Cremona. C'è Adele Carla Buratti con Roberto Mazzotta, politico (nel 1980 è stato ministro), ex presidente di Cariplo e di Banca Popolare di Milano. Nella zona c'è anche un'altra ricca dimora, quella della famiglia Basile (editoria e arti grafiche), il cui nome non compare però tra gli "interessati" all'operazione. C'è anche un trust neozelandese, "New Zealand Trustee Services". Adesso bisogna rivedere, passo dopo passo, come l'operazione-box abbia ottenuto tutti i nulla osta. Ma c'è chi è già entrato in stato di preallerta. Come Roberto De Marchi, il sindaco di Santa Margherita, che teme una interruzione definitiva dell'opera ormai avviata: «Rimanere con un cantiere aperto e lasciato a metà sarebbe, per noi, un enorme danno di immagine». Insomma: la paura che lo scheletro dell'eco-mostro possa rimanere lì per moltissimo tempo. Uno spettacolo ben peggiore di un lavoro terminato a regola d'arte. L'Ente Parco di Portofino ricorda di aver fornito delle prescrizioni precise ai progettisti, chiedendo un muro in pietra e nuovi alberi per mascherare la presenza dei box: «Il progetto era conforme al nostro regolamento urbanistico. Adesso, noi possiamo solo verificare che, in corso d'opera, le prescrizioni vengano osservate». Il presidente Francesco Olivari reagisce anche alle critiche che gli piovono addosso dal mondo ambientalista. «I nostri poteri - spiega - non sono più quelli di una volta. Non abbiamo la possibilità di bloccare tutto, dobbiamo seguire delle prescrizioni precise e intervenire solo per quanto ci compete». Poi la stoccata: «Questo lavoro era già previsto dal piano del 2004, c'era tutta la possibilità di intervenire prima con tutte le eccezioni possibili. Non ha senso farlo adesso, a cantieri aperti e a lavori già iniziati». E la società? «A un muro, solo a un muro possono aggrapparsi - sbotta Dante Perugi - effettivamente c'è una piccola difformità, ma ho già inviato una memoria in Regione per spiegare che cosa è accaduto». Si parla del muro di contenimento, quello che dà sulla strada e che doveva essere preservato. Spiega Perugi: «Lo abbiamo abbattuto, ma perché era già pericolante dopo una lunga serie di frane, almeno quattro, che si sono abbattute negli ultimi anni in quel tratto. Avevamo già il permesso per rimuoverne due parti, per poter entrare e uscire con le auto. Abbiamo, in realtà, tirato giù solo delle parti ormai smozzicate con l'impegno di ricostruire tutto a lavoro finito, omogeneizzando il più possibile il risultato a tutto il resto del muraglione». E proprio su quel muro si combatterà la battaglia. Spiega la Fusco: «Per venerdìè stato convocato un tavolo di confronto con il sindaco, il presidente del Parco di Portofino e la sovrintendenza per vedere se l'iter è corretto oppure no. A quanto mi risulta i documenti di approvazione sono corretti ma ditta esecutrice deve dare delle spiegazioni sulll'esecuzione dell'intervento». E si riparla del muro di contenimento:«Le autorizzazioni infatti riguardavano un lavoro non invasivo da eseguire nel rispetto dell'ambiente del Monte, molto delicato. Il muro abbattuto comporta delle conseguenze per la sicurezza». marco menduni
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La Regione Lombardia ha deciso di effettuare nuovi accertamenti sull'operazione di realizzazione del parco interrato "La seconda punta" a Santa Margherita, in quanto si sono verificati problemi con le autorizzazioni. Il progetto, che prevede la realizzazione di box per i clienti dei parcheggi, è stato avviato nonostante le critiche dei residenti e degli ambientalisti. La società che gestisce il progetto, La seconda punta immobiliare, ha affermato che i posti auto saranno a disposizione di chi abita nella zona e che il muro di contenimento è stato abbattuto per motivi di sicurezza.
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