Quando oltre 50 anni fa il museo di Capodimonte riaprì i battenti grazie allallora sovrintendente Bruno Molajoli, molti degli oggetti di arte applicata che vi vennero esposti provenivano dalla casa di un collezionista che per mecenatismo donò i suoi pezzi al museo. Il collezionista era Mario De Ciccio, che con Molajoli curò lallestimento della sua ricca collezione nelle sale di Capodimonte. Ed è la sua collezione a tornare in mostra venerdì, ma con una sistemazione che segue criteri più aggiornati di conservazione ed esposizione di una raccolta che conta pezzi assai vari. Come vario è il mondo delle arti applicate, dalle porcellane agli intarsi lignei, dagli argenti ai bronzi, dalle maioliche ai marmi, dalle pietre dure agli ottoni, dai paramenti sacri alloreficeria. Pezzi che risalgono ad alcuni esemplari medievali e rinascimentali, fino a reperti archeologici che De Ciccio, appassionato collezionista ed esperto antiquario, continuò ad acquistare nel corso dei suoi viaggi. A Napoli, dove De Ciccio era giunto da Palermo, il collezionista rafforzò il suo interesse per le arti minori anche frequentando le più importanti collezioni di arti applicate, come quelle di Gaetano Filangieri o del duca di Martina. La ricca collezione di oggetti darte via via acquistati per sé, e non per la vendita, e sistemati nella sua abitazione, diventata una sorta di casa-museo di sapore neo-rinascimentale, fu molto apprezzata e conosciuta negli ambienti colti della città e allestero ed intanto De Ciccio si affermava come mecenate, oltre che come collezionista, offrendo oggetti della sua collezione allArcheologico di Palermo, ma anche al museo di San Martino e al museo Filangieri. Fino alla donazione a Capodimonte, dove spiccano oggetti barocchi e rococò. Allinaugurazione del nuovo allestimento parteciperanno, venerdì alle 18, lassessore regionale ai beni culturali Giuseppe De Mita e il sovrintendente per il Polo museale Lorenza Mochi Onori. (bianca de fazio)