Il ministro delle infrastrutture al meeting di Rimini ha assicurato l'avvio pure con il taglio di fondi. Gamberale contro Gavio e Fs pronta ad aumentare le tariffe Non sono a rischio le grandi opere. Il ministro Pietro Lunardi ha parlato ieri al Meeting dell'amicizia a Rimini, l'appuntamento annuale di Comunione e liberazione. Accanto a lui Elio Catania, presidente delle Fs, Claudio De Albertis, presidente dell'Ance, Vito Gamberale, amministratore delegato di Autostrade, Vincenzo Pozzi, presidente Anas. Una sorta di summit alla vigilia della stesura della Finanziaria. Lunardi ha tranquillizzato: Gli eventuali tagli che la Finanziaria potrà operare sui fondi per il ministero infrastrutture non colpiranno le opere ritenute strategiche, in primis il completamento della Salerno-Reggio Calabria, la realizzazione del passante di Mestre e il ponte sullo Stretto di Messina. In quest'ultimo caso la società ha già gli stanziamenti che le permettono di operare nel 2005. Opere indispensabili per ammodernare il paese', ha proseguito Lunardi, perciò le abbiamo messe in salvo. Ho chiesto una dotazione di 7 miliardi: non li avrò tutti ma non ridimensionerò il programma delle opere indicate come prioritarie. Non abbandonerò il campo prima di aver portato a termine l'impegnativo programma infrastrutturale, me ne andrei solo se me lo chiedesse Berlusconi'. Quali effetti avrà l'exploit del costo del petrolio? L'aumento del prezzo del carburante', ha risposto Lunardi, è l'ulteriore conferma della necessità di procedere sulle grandi opere che saranno in grado di razionalizzare le comunicazioni e quindi far risparmiare carburante. In ogni caso occorre un'ottimizzazione del sistema con un'attenzione particolare al trasporto collettivo e alla significativa riduzione del ritorno a vuoto per il trasporto su gomma'. I big delle maxi-aziende sul palco insieme a lui ammiccano. Gamberale assicura che mai come nel biennio 2004-2005 la Società Autostrade ha investito tanto e aggiunge che la variante di valico, tra Bologna e Firenze, dove si scarica il 70 del traffico nazionale, sta procedendo nei tempi previsti. Stiamo facendo la nostra parte', ha affermato Gamberale, abbiamo in corso un programma di investimenti per oltre 10 miliardi nei prossimi dieci anni con l'obiettivo di abbassare i consumi energetici autostradali del 5. Le infrastrutture e la mobilità sono una componente dello sviluppo del paese anche in proiezione europea (corridoio V Lisbona-Kiev e corridoio VIII Durazzo-Varna) e il gruppo Autostrade ne avverte in pieno la responsabilità. La nostra determinazione viene anche dall'importanza di ridurre il deficit italiano: abbiamo solo 113 chilometri di autostrade per milione di abitanti rispetto ai 228 della Spagna, ai 172 della Francia e ai 146 della Germania. Inoltre l'Italia ha 5.800 veicoli per chilometro di autostrade contro i 2.480 della Spagna, i 3.420 della Francia e i circa 4 mila della Germania'. Gamberale ha messo sul tavolo anche due casi. Primo, la mancata realizzazione della nuova Romea, l'autostrada Ravenna-Venezia, accantonata (dopo essere stata inserita fra le priorità del Dpef 2001) per le sopravvenute proposte di trasformazione in autostrada della E45 Orte-Venezia'. Secondo, nel Dpef non ci convince il contributo concesso alla società di Marcellino Gavio per l'ammodernamento della Torino-Milano. Contributo pubblico per un'opera che non dovrebbe comportarlo vista la legge n. 47 del 2004'. Il presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi, ha annunciato il superamento dei 5 miliardi investiti nei primi sei mesi dell'anno. In particolare per la Salerno-Reggio Calabria sono già stati appaltati 3 miliardi di euro di lavori. Inoltre, Pozzi ha affermato che la società ha ricevuto 11 proposte di project financing per interventi che complessivamente ammontano ad alcune decine di miliardi di euro e che riguardano la Milano-Bergamo-Brescia, la Salerno-Reggio Calabria e il raccordo Avellino-Salerno (sono state presentate tre diverse proposte), la Civitavecchia-Orte-Venezia, la Catania-Siracusa, la Grosseto-Siena-Bettolle, la tangenziale esterna est di Milano, la Campogalliano-Sassuolo e una serie di interventi tecnologici sulla rete Anas della Lombardia'. La maggior parte di queste proposte sarà analizzata e, nel caso, approvata entro settembre. Già in stadio avanzato è il collegamento Orte-Venezia, che ha già ottenuto il visto tecnico, per cui il promoter sta predisponendo il progetto preliminare per poi proseguire la gara e arrivare all'aggiudicazione, l'importo sarà di circa 10 miliardi di euro. Pozzi ha fatto sapere che nei primi sei mesi del 2004 l'Anas ha approvato progetti per 3 miliardi, pubblicati bandi per 2,859 miliardi, aggiudicati lavori per 2,256 miliardi e consegnati lavori per 611 milioni. Grossi investimenti anche in campo ferroviario ma Elio Catania aspetta che il governo accetti il ritocco delle tariffe secondo un piano minimale già predisposto che ci consentirà appunto di supportare gli investimenti e ritornare all'utile già nel 2006'. Fra i risultati degli investimenti predisposti la regolarità dei tempi di realizzazione dell'Alta velocità ferroviaria e grazie al master plan ferroviario europeo approvato durante la presidenza italiana l'avvio in tempi brevi dei lavori per il corridoio 1, Berlino-Palermo'. Infine, la richiesta di modifiche normative nel settore degli appalti per garantire concorrenza' è arrivata dal presidente Ance, Claudio De Albertis, che ha sollecitato la continuità di risorse per i lavori pubblici'. L'Ance ha invitato Lunardi a fare in fretta nell'adottare una legge obiettivo per le città, nel varare un piano casa per risolvere l'emergenza affitti e nell'adottare un pacchetto di misure fiscali mirate ad agevolare l'offerta di abitazioni in affitto. La mobilità', ha concluso De Albertis, si sostiene non solo con le autostrade ma anche con opportune politiche per la casa'.
Le grandi opere non sono a rischio
Il ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi ha assicurato l'avvio dei progetti di infrastrutture con il taglio di fondi. Ha tranquillizzato sulla possibilità di tagli per il ministero delle infrastrutture, affermando che le opere strategiche come il completamento della Salerno-Reggio Calabria, la realizzazione del passante di Mestre e il ponte sullo Stretto di Messina saranno messe in salvo. Ha anche affermato che l'aumento del prezzo del petrolio conferma la necessità di procedere sulle grandi opere che saranno in grado di razionalizzare le comunicazioni e far risparmiare carburante.
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