POLEMICA. Sindacato in guerra con il nuovo soprintendente ai Musei La nomina di Vittorio Sgarbi a soprintendente dei musei di Venezia è stata firmata dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ancora prima che il critico ferrarese avesse finito di scontare i dieci giorni di sospensione inflittigli dall'amministrazione. Lo denuncia il sindacato Uil, che parla di «comportamenti della politica disinvolti e sprezzanti delle regole oltre che del buon senso». Bondi, accusa il sindacato, «sta trasformando questo ministero in quello delle banane». La Uil aveva promesso «guerra» se Sgarbi fosse stato nominato proprio nella città dove era stato condannato per assenteismo (motivo, oltre alla sentenza, dei dieci giorni di punizione con cui ha esordito), e la guerra, come si vede, è iniziata. Nella nota inviata questa mattina ai sindacati, riferisce la Uil, il direttore generale Mario Lolli Ghetti informa che il ministro «ha autorizzato in data 3 giugno 2010 il conferimento dell'incarico dirigenziale di livello non generale per la Soprintendenza speciale di Venezia e dei Comuni della Gronda Lagunare al dott. Vittorio Sgarbi». Quanto ai criteri in base ai quali è stata decisa la nomina, la nota del direttore generale, fa notare il sindacato, si limita a sottolineare che è stata fatta sulla base di «una articolata valutazione delle istanze prodotte e dei relativi curricula». Da qui la protesta: la Uil ricorda che le domande arrivate nei termini «erano tre e fra queste non c'era quella di Sgarbi», ribadisce che l'autorizzazione alla nomina è stata firmata mentre Sgarbi era sospeso e chiede che vengano rese note «le articolate valutazioni delle istanze prodotte e dei relativi curricula».