Nel 1977, il Piemonte si pose allavanguardia della pianificazione con una legge considerata il modello più avanzato per la disciplina del territorio. Molte altre regioni si ispirarono, per legiferare; ma vi fu anche chi la trovò troppo impegnativa, con il suo voler imporre al pubblico e al privato unanalisi minuziosa degli usi e delle potenzialità del suolo e severe regole edificatorie considerate, nel decennio successivo, quellesempio di «lacci e laccioli» che il vento della deregulation voleva portare via. In ogni caso, il Piemonte si adattò poco a poco alle sue norme, facendo diffondere in tutta la regione piani regolatori razionali. Con uno sforzo, a dire il vero, spesso sproporzionato rispetto alle esigue risorse materiali e tecniche dei piccoli Comuni, mentre incalzava il cambiamento: crisi economica, deindustrializzazione, crescenti spinte alla semplificazione, per cogliere rapidamente le supposte occasioni della globalizzazione. Le altre regioni, questa volta, si mossero subito, tentando, anche spericolatamente, di introdurre le modifiche tipiche di una pianificazione flessibile e "concertata", con tutto ciò che, nel bene e nel male, questo può significare. Il Piemonte no: è rimasta lultima a non aver cambiato il proprio apparato legislativo, per governare come si dice ora il territorio. Taluni, da noi, sostengono che in fondo la vecchia legge Astengo può ancora reggere, con qualche aggiustamento. Come se su un vecchio corpo si potesse perfettamente adattare un abito nuovo. Altri spingono per una riforma totale, un po per moda e un po per convinzione, senza guardare però alle debolezze giuridiche delle innovazioni della "terza generazione urbanistica". Certo è che il Piemonte non può più restare fermo, come lhanno invece colpevolmente lasciato due differenti maggioranze politiche. Per non ammettere sconsolatamente, parafrasando Vittorio Gassman, che ha solo "un grande futuro dietro alle spalle". Presidente dellOrdine degli architetti di Torino
TORINO - Lurbanistica? Un grande futuro alle spalle
Nel 1977, il Piemonte ha introdotto una legge sulla pianificazione del territorio considerata un modello avanzato. Molti altri regioni hanno seguito, ma alcune hanno trovato la legge troppo impegnativa. Il Piemonte ha adottato gradualmente le norme, diffondendo piani regolatori razionali in tutta la regione. Tuttavia, il cambiamento economico e tecnologico ha portato a una crisi di pianificazione. Le altre regioni hanno introdotto modifiche per una pianificazione flessibile, mentre il Piemonte è rimasto l'ultima a non aver cambiato il proprio apparato legislativo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo