Nellinchiesta anche gli intrecci tra lo Sport 2000 e il direttore comunale della promozione e gestione impianti DallEur alla Flaminia i club che potrebbero essere sigillati Sono in tutto 15 gli impianti sportivi oggetto, ormai da oltre un anno, delle indagini della magistratura. Alcuni di questi, poiché costruiti in palese violazione delle norme paesaggistiche, sono sotto sequestro da tempo: per esempio il Salaria Sport Village edificato in unarea di sversamento del Tevere in località Settebagni. Il Circolo Tevere Remo costruito in riva al fiume allAcquacetosa. Il Gav New City che ha cementificato il Parco di Trigoria. O, ancora, il Flaminio Sporting Club (circolo di via Vitorchiano) che è stato costruito in unarea tutelata. A questultimo, tra laltro, la giunta Veltroni aveva negato il permesso di costruzione. Sono dieci invece gli impianti che rischiano nuovamente il sequestro. LAgepi di via Ortolani, sullOstiense, per «opere inammissibili in quanto costituiscono variante alle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti». Per quanto riguarda: lAxa di via Eschilo, sulla Colombo, la Cristo Re di via Nemorense (corso Trieste), la Polisportiva Parioli di via Vajna (cioè lesclusivo Circolo Tiro a Volo), la Villa Flaminia di via Donatello (circoli in cui è stato costruito ex novo di tutto, dalle palestre ai bar ai ristoranti ai parcheggi), risultano «ammissibili solo gli adeguamenti degli impianti natatori». E poi, ancora: il Circolo Canottieri Aniene (Aquaniene) di via della Moschea, un impianto completamente nuovo. Il Real Sporting Village di via Giorgieri: qui le opere «sono inammissibili in quanto incompatibili con i vincoli paesaggistici e ambientali». Nel Roma Team Sport di via Cina sono state «riscontrate difformità nella distribuzione degli spazi interni» e il Roma 70 di via Tor Bella Monaca presenta «eccedenze» nella cubatura. Per quanto riguarda lo Sport 2000, anche qui era stato dato «parere favorevole per le sole opere di adeguamento impianto natatorio e servizi connessi»: sono state però realizzate due palestre, spogliatoi, campo polivalente da calcetto, volley, basket. Per la vicenda dello Sport 2000 era finito nel registro degli indagati - insieme a Claudio Rinaldi (allora commissario delegato per i mondiali di nuoto Roma 2009) e a Roberto Pulitani (direttore dei lavori delle opere edili realizzate) - anche Bruno Campanile, in qualità di amministratore unico della Società Sport 2000. Proprio Bruno Campanile è il direttore della "Promozione sportiva e gestione impianti" del comune di Roma. Che si occupa, appunto, di «promuovere e diffondere» come spiega la pagina relativa nel sito del comune, «la pratica sportiva sul territorio comunale, mediante la programmazione e gestione di manifestazioni» tramite «la concessione di sostegni finanziari e contributi». (rory cappelli e giovanna vitale)
ROMA - Ampliamenti e concessioni fantasma Ecco la mappa delle opere fuorilegge
La magistratura ha indagato su 15 impianti sportivi in Roma, tra cui alcuni costruiti in violazione delle norme paesaggistiche. Alcuni impianti, come il Salaria Sport Village e il Circolo Tevere Remo, sono stati sequestrati da tempo. Altri, come il Flaminio Sporting Club e il Gav New City, rischiano di essere sequestrati. La giunta Veltroni aveva negato il permesso di costruzione al Flaminio Sporting Club. Tra gli impianti che rischiano di essere sequestrati ci sono la LAgepi di via Ortolani, la Cristo Re di via Nemorense e la Polisportiva Parioli.
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