Gazebo abusivi in largo Cavalieri di Malta, alle spalle di piazza San Domenico. Ieri mattina gli agenti del nucleo Tutela patrimonio artistico della polizia municipale hanno sequestrato i gazebo del pub "I grilli" e del ristorante "La Bettola", a pochi metri dalla chiesa cinquecentesca di Santa Maria in Valverde. Ai proprietari è stato contestata la violazione delle norme urbanistiche e loccupazione abusiva del suolo pubblico. Il provvedimento, su richiesta del pm Maurizio Agnello, è stato siglato dal gip Pasqua Seminara. In particolare, secondo quanto accertato dal nucleo coordinato dallispettore Giuseppe Crucitti, il gazebo del locale "I grilli", al civico 11, è stato realizzato con base e pilastri quadrangolari in metallo che inglobano i cartelli stradali di zona rimozione. La struttura abusiva esterna al ristorante "La Bettola", invece, estesa per circa trenta metri quadrati, era stata realizzata con una base in ferro e la pedana in legno. Contemporaneamente allesecuzione del sequestro, il proprietario ha chiesto la demolizione del gazebo. Poco dopo mezzogiorno, non cera più traccia della struttura. a. rot. Lo hanno insultato e hanno minacciato di bruciare la sua auto. Francesco Paolo Catalano, fotografo palermitano di 32 anni che ha firmato la campagna pubblicitaria del Sicilia Pride e che sta documentando tutti gli eventi della manifestazione, domenica pomeriggio è stato aggredito da un gruppo di ragazzi in via Chiavettieri, mentre realizzava uno shooting fotografico. Tutto tranquillo, finché il gruppo non si è avvicinato al fotografo e ai suoi modelli con fare provocatorio: «Cè una festa? - hanno chiesto - Ma sono maschi o femmine? Trucchi anche me?». Presto i ragazzi sono passati agli insulti. Alla fine, approfittando del fatto che il fotografo si era allontanato per pochi minuti, qualcuno ha rotto il finestrino della sua auto e ha rubato trucchi, costumi, soldi, iPod. «Nessuno ha visto niente - dice il fotografo - Erano anni che non mi capitava di essere insultato in questo modo. A volte mi chiedo perché continuo a lavorare e a vivere in questa terra». Il fotografo, sostenuto dallArcigay e da tanti ragazzi e ragazze che hanno espresso solidarietà su Facebook, ha intenzione di sporgere denuncia. c. b.