Ipotesi di abuso e corruzione per unarea di 450mila metri quadrati diventata edificabile: in sette sotto inchiesta Unarea da 450mila metri quadrati. Una variante al piano regolatore sospetta, rapporti tra politici storici di Trezzo sullAdda e imprenditori, che per laccusa sarebbero quantomeno discutibili. È il mix che accompagna una nuova inchiesta avviata dal pm Maria Letizia Mannella e che ha portato i finanzieri del comando di Gorgonzola a perquisire gli uffici e labitazione dellex sindaco Roberto Milanesi (Pd) e della moglie, ipotizzando reati che parlano di falso, abuso dufficio e concorso in corruzione. Dagli investigatori non trapela alcun elemento, le verifiche sono tuttora in corso, si limitano a spiegare da Gorgonzola. Quel poco che è emerso, però, è che sul registro degli indagati sono finiti in totale sette persone. Tra loro, anche un altro ex sindaco di Trezzo e un imprenditore locale molto noto, ma anche due consiglieri comunali attualmente allopposizione. Milanesi aveva coperto per due mandati la carica di primo cittadino. Nel giugno del 2009, poi, lesponente della Lega Danilo Villa, aveva trionfato, scippando uno storico feudo al centrosinistra. Lindagine sarebbe nata da una banale verifica fiscale effettuata su una importante società edile della zona. Risalendo a ritroso sullanalisi di un lungo elenco di fatture poco chiare, la procura è convinta di aver scoperto un vero e proprio meccanismo corruttivo che reggeva sulle sponde dellAdda, durante la gestione Milanesi. A una società intestata alla moglie, sostiene laccusa notificata una settimana fa dal pm agli indagati, farebbe capo un immobile la cui destinazione è stata agricola fino a qualche anno fa. Con la variante del piano regolatore che ha coinvolto, in totale, 450mila metri quadrati, il terreno sarebbe divenuto edificabile, garantendosi unimprovvisa quanto sostanziosa rendita. Per garantirsi il via libera politico alla variante, gli imprenditori interessati al progetto avrebbero anche avvicinato i due consiglieri in carica. Per convincerli a sostenere il loro progetto, avrebbero garantito lavori di ristrutturazione alle loro abitazioni gratuiti in cambio del loro appoggio. La guardia di finanza per due giorni, la scorsa settimana, ha anche acquisito tutto il materiale che riguarda liter urbanistico dei progetti. Sarebbero tre le pratiche finite nel mirino del pm Mannella. La prima riguarda il piano per la realizzazione di un polo industriale al nuovo casello e alla ex Fornace dellAdda. Le industrie avevano subito un cambiamento di destinazione duso proprio sotto lamministrazione della vecchia giunta guidata da Milanesi. Nellultimo anno, il successore laveva annullata poco dopo il suo insediamento. Alcune settimane fa, però, è stato presentato un nuovo piano, il secondo su cui si concentra lattenzione degli inquirenti. Il progetto non è esattamente secondario per lo sviluppo di Trezzo e anche per le casse comunali in quanto riguarda ledificazione di un intero nuovo quartiere e di una caserma dei carabinieri sullex area Radaelli. Lultima pratica su cui si è acceso il faro della procura, infine, riguarda il cantiere per le nuove palazzine in edilizia residenziale sociale in via di costruzione in via Braca, area ex Agip.