Arriva fino al Presidente della Repubblica, Giorgio Npolitano la battaglia di Confesercenti contro lo sbarco di quattro supermercati e un'impresa edile. Il ricorso per chiedere l'annullamento degli atti rilasciati dallo sportello unico delle attività produttive, e delle relative concessioni edilizie, ha come destinatario il Capo dello Stato. È una querelle che si trascina ormai da mesi e che vede il commercio al dettaglio spaventato da un progetto ormai in fase più che avanzata. Le licenze sono state firmate per una Coop prevista nel nuovo Quartiere Orzali; una Perseo (nell'orbita Conad) nei pressi della rotonda su via Risorgimento; due discount, Eurospin su via Maestri del Lavoro, e Gruppo Europa, nell'area di Grotta Parlanti; e un'impresa edile (Building Components di Quarrata) nella zona dello stadio. Il ricorso ingloba tutti i permessi e riguarda anche le società Immobiliare Area Verde di Quarrata, Cooper Scarl di Pistoia e Progetto Sviluppo Immobiliare di Monsummano. Le cinque medie strutture si inseriscono in un più ampio piano comprensoriale definito dal regolamento urbanistico già nel 2003 (e da una sua variante nel 2005) e sono comprese (e pensate) nel piano delle medie strutture. Le ragioni del sì. Il sindaco Rinaldo Vanni, accusato da Confesercenti di non aver coinvolto né informato l'associazione sull'arrivo dei gruppi della media distribuzione, ha sempre sostenuto che tutte le associazioni di categoria erano a conoscenza della questione da molti anni, avevano sottoscritto la variante ed erano state anche messa a conosceza in varie riunioni sull'apertura dei punti vendita. Per l'amministrazione Monsummano è sottodimensionata a livello di medie strutture alimentari e l'obiettivo è quello di dare un impulso all'occupazione con più servizi e prezzi concorrenziali. E quelle del no. Per Confesercenti un Comune di 20mila abitanti come Monsummano è un'esagerazione prevedere cinque supermercati di media distribuzione. Per l'associazione l'apertura di nuovi supermercati non è libera e gli esercizi di media e grande distribuzione devono essere autorizzati e soggetti a una programmazione commerciale, che deve essere approvata dal consiglio comunale dopo un confronto con le associazioni di categoria. L'accusa che viene mossa all'amministrazione è quella di aver messo Confesercenti e commercianti di fronte al fatto compiuto. La querelle si sposta ora sul tavolo del Quirinale.