DECENTRAMENTO. L'acquisizione dei beni demaniali porta a nuovi orizzonti per aree importanti della città Nel futuro della «Randaccio» c'è un campus universitario mentre negozi e appartamenti trasformeranno la «Gnutti» Sotto l'albero di Natale il Comune troverà un regalo prezioso: tre caserme dismesse da riadattare, per dare nuova linfa alla Brescia universitaria con spazi per campus, pensionati e summer school. Un'area da rivalutare e restituire ai bresciani che potranno finalmente usarle. Con l'attuazione del decreto sul federalismo demaniale il Comune e la Provincia possono farsi avanti per richiedere allo Stato il trasferimento di una serie di beni demaniali, a patto di assicurarne la corretta valorizzazione funzionale sotto i profili di tutela, gestione e salvaguardia ambientale. Attraverso un meccanismo di ricognizione verranno valutate le attività predisposte dagli enti locali, e se entro un anno il bene non sarà valorizzato tornerà allo Stato. Nel paniere di beni appetibili per il Comune spiccano le ex caserme Randaccio, Gnutti e Achille Papa, per cui ci si sta attivando con progettualità mirate. «Il decreto è stato pubblicato il 20 maggio, termine da cui decorrono 180 giorni per formare la lista dei beni oggetto di trasferimento, visto che non c'è ancora un quadro preciso delle proprietà demaniali spiega l'onorevole Davide Caparini della Lega Nord -. Una volta ultimata la ricognizione, indicativamente verso fine ottobre, gli enti locali interessati avranno 60 giorni per richiedere allo Stato il trasferimento gratuito, quindi ci auguriamo che per Natale ci possa essere il passaggio definitivo dei beni al Comune di Brescia». L'OBIETTIVO della normativa, come evidenzia lo stesso Caparini, è quello di valorizzare le strutture demaniali, «tenuto conto che in Italia lo Stato spende 800 milioni di euro in affitti e ne ricava solo 20 dai beni demaniali», dice. Valorizzare oppure vendere, visto che ai Comuni e Province sarà permessa l'alienazione dei beni immobili trasferiti, mentre il ricavato sarà destinato per il 75 per cento ad abbattere il deficit pubblico locale e per il 25 per cento quello nazionale. «L'operazione avrà un'importante ricaduta sul territorio, abbiamo scoperto terreni e aree demaniali che non credevamo esistessero», afferma il vice sindaco Fabio Rolfi, illustrando le future destinazioni dei beni da acquisire: nella caserma Randaccio di via Lupi di Toscana che era in passato il convento di San Girolamo e conserva retaggi storico-artistici come una ex chiesa affrescata c'è in progetto la realizzazione di un campus universitario con pensionati e strutture ricettive, «per allargare anche a questa zona le esternalità positive prodotte dalla presenza dell'Università in centro storico», dice Rolfi. Per la caserma Gnutti di via Crispi, anch'essa in origine convento sede dell'Ordine degli Umiliati, si pensa a una destinazione di tipo residenziale-commerciale (se, con ogni probabilità, andrà deserta l'ultima asta per la vendita che il demanio ha fissato fra qualche settimana). Per l'Achille Papa di via Franchi non c'è invece un progetto specifico ma l'impegno a ragionarvi con il Pgt. LE MIRE del Comune ricomprendono anche una quarta caserma, la Goito-San Gaetano in zona corso Magenta-via Callegari, su cui c'è un progetto per un altro campus universitario, nella forma di Summer school per ospitare gli studenti gemellati dell'Università del Montana e scambi internazionali con altri atenei. Il percorso di acquisizione, in questo caso, sarà più lungo, perché la caserma è ancora demanio militare e saranno necessari più passaggi fino al Comune. «Il federalismo demaniale è il primo passo grande verso l'attuazione del federalismo fiscale dice Matteo Rinaldi, segretario cittadino della Lega Nord -. E' un federalismo di responsabilità e trasparenza, che con l'attribuzione dei beni agli enti locali ne consente una migliore conservazione e un maggior controllo dei cittadini».
BRESCIA - FEDERALISMO DEMANIALE. Tre caserme regalo di Natale Tempi più lunghi per la Goito
Il Comune di Brescia sta lavorando per acquisire beni demaniali, come caserme e aree demaniali, per valorizzarle e trasformarle in spazi per campus universitari, pensionati e attività commerciali. Il federalismo demaniale consente agli enti locali di richiedere allo Stato il trasferimento di questi beni, con l'obiettivo di valorizzarli e ridurre il deficit pubblico locale. Il Comune ha già iniziato a valutare le attività predisposte dagli enti locali e si sta attivando per richiedere il trasferimento di beni come le caserme Randaccio, Gnutti e Achille Papa.
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