Quale identità e quale futuro si profilano per i musei italiani, caratterizzati dalla dispersione e dal radicamento nel territorio, dalla piccola dimensione e dalle difficoltà di bilancio? Le esperienze dei grandi modelli internazionali non funzionano per capire questa tipicità italiana che ha invece bisogno di misure ad hoc. Scritto da Silvia Dell'Orso, il volume «Musei e territorio. Una scommessa italiana» (Electa) offre uno strumento di indagine attraverso il racconto di dieci storie esemplari, dall'Ecomuseo urbano di Torino al museo delle genti d'Abruzzo. La seconda parte, poi, raccoglie tre interviste a specialisti del settore: Andrea Emiliani, Daniele Jalla e Pietro Clemente. Il libro viene presentato domani alle 18 a Villa Necchi Campiglio (via Mozart 14) da Salvatore Settis e Marco Carminati. Sono previsti anche interventi di Giulia Maria Crespi e Marco Magnifico del Fai, e di Paolo Cavaglione, presidente dell'associazione culturale intitolata all'autrice (nella foto), saggista e giornalista d'arte del gruppo Espresso-Repubblica scomparsa lo scorso inverno, che ogni anno premierà il miglior lavoro di informazione sulle questioni dei nostri beni culturali.