Presto il monumento ad Alberto da Giussano, il guerriero lombardo con la spada sguainata di Enrico Butti del 1876, simbolo della Lega sarà sostituito da un David di Michelangiolo con un fazzoletto al collo verde, simbolo del federalismo culturale. Infatti con il federalismo fiscale ed amministrativo è giusto che si inizi a pensare anche ad una forma di autonomia culturale per i Beni Artistici delle varie città e regioni. La domanda nasce spontanea. Perché di capolavori come il David o i Bronzi di Riace, che portano a Firenze o Reggio Calabria visitatori e turismo, deve beneficiare economicamente solo il suo proprietario, lo Stato italiano, e non anche i Comuni e le Regioni che li ospitano? A Reggio Calabria forse non vanno milioni di turisti ma a Firenze o Venezia sì. E il turismo, a differenza del potere di cui parlava Giulio Andreotti, logora chi ce l'ha. Sarebbe giusto quindi che contro il logorio del turismo moderno anche le città e le regioni potessero condividere con lo stato i benfici economici che ne derivano e non solo sobbarcarsi gli oneri, la fatica, lo sporco, le file e i fast food. Il David non è dei fiorentini, ma del mondo intero. Ma i fiorentini lo ospitano e questa ospitalità costa sia in termini economici che in termini urbanistici organizzativi. Certo il federalismo culturale indebolirebbe il potere delle sovrintendenze, che se in qualche caso non sarebbe un male più in generale potrebbe essere pericoloso. Senza il controllo della sovrintendenza si potrebbero nuovamente verificare casi come quello dell'assessore che voleva spostare il David alla Leopolda , idea pericolosa da un punto di vista della conservazione del monumento e stupida da qualsiasi altro punto di vista. Non è detto però che il federalismo culturale debba significare anche completa libertà di gestione e tutela del patrimonio. Una soluzione equa potrebbe essere quella che garantisca alle città e alle regioni benefici economici derivanti dai propri beni culturali ma che lasci nelle mani delle sovrintendenze la tutela delle opere d'arte e dei monumenti. L'autonomia culturale e i relativi guadagni che ne derivano dovrebbero essere vincolati alla regola che i fondi incassati debbano essere tassativamente reinvestiti solo in cultura , siano questi restauri, mostre o programmi didattici e di formazione museale. Insomma federalismo e autonomia non devono significare la nascita di un assessorato per lo sputtanamento fondi o in quello sviluppo dell'idiozia. Il David quindi sta bene dove è ma oltre a mangiare deve anche farci guadagnare.