Palazzo Marino vuole rientrare in possesso dei 30mila metri quadrati tra i viali Molise e Umbria Il sogno della grande biblioteca europea che dovrebbe sorgere nellarea dellex scalo ferroviario di Porta Vittoria sta per tramontare. Dopo anni di attesa, Palazzo Marino sta pensando seriamente di riprendersi il terreno che nel 2001 decise di concedere al prestigioso progetto. «Avremmo molto piacere a realizzare la Beic, Biblioteca europea di informazione e cultura - spiega Carlo Masseroli, assessore allUrbanistica del Comune - Il problema è che per farla ci vogliono ingenti finanziamenti di cui non vediamo traccia». E che, vista la situazione economica del Paese, è impensabile arrivino a breve. Dunque, di fronte a uno stallo che dura dal 2007, il Comune riprende in mano la pratica della Biblioteca europea. La direzione tracciata è chiara: rientrare in possesso di quei quasi 30mila metri quadrati accanto a viale Molise per cambiarne destinazione duso. Magari inserendola fra i progetti di riqualificazione degli scali ferroviari dismessi, già presente nel Piano di governo del territorio, o addirittura vendendola ai privati per fare cassa in una fase di difficoltà economica come questa. «È arrivato il momento di decidere in maniera definitiva il futuro dellarea - continua Masseroli - Sarebbe un errore lasciare un buco in Porta Vittoria ancora nei prossimi anni». Ecco quindi la convocazione di una riunione, questa settimana, per affrontare la questione. «Ci vuole una riflessione importante» ripete lassessore allUrbanistica, garantendo che lappoggio per la realizzazione della biblioteca da parte dellamministrazione cè, «su questo non ci sono dubbi», ma bisogna anche fare i conti con i soldi che non sono mai arrivati. «Abbiamo messo a disposizione un terreno che è fermo da tre anni - dice ancora Masseroli -. Abbiamo ricevuto promesse da parte del governo, ma non cè stata traccia di finanziamento». Promesse su cui vuole fare ancora affidamento il professor Antonio Padoa Schioppa, presidente della Fondazione Beic e fervente sostenitore del tempio dellinformazione digitalizzata, con i suoi 900mila volumi in consultazione e 50mila documenti audiovisivi. «Per quanto mi riguarda non ci sono novità, né negative né positive - racconta Padoa Schioppa - Mi risulta che limpegno di due ministri, Bondi e Matteoli, sia tuttora valido anche se non è ancora arrivato alcuno stanziamento. Ma si sa che questi progetti richiedono molti anni e mi sembra che siamo ancora in tempi normali». In attesa dei soldi - in realtà due finanziarie hanno concesso 32 milioni di euro - il piano è andato avanti. Sono iniziati i lavori di digitalizzazione del patrimonio librario, sono state acquistate due importanti collezioni, è stato realizzato il progetto esecutivo delledificio. Risorse che, in caso di retromarcia da parte del Comune, andrebbero sprecate. Ma che non giustificano, dal punto di vista dellamministrazione, unulteriore attesa. Visto che la possibilità di ottenere quei 260 milioni di euro necessari a realizzare lopera è sempre più lontana.
MILANO - Biblioteca europea, laddio del Comune. Masseroli: "Dei fondi non cè traccia". Spunta lipotesi di vendere i terreni
Il Comune di Milano sta considerando di riprendere il controllo di 30mila metri quadrati di terreno accanto al scalo ferroviario di Porta Vittoria, che era stato ceduto nel 2001 per la realizzazione della Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic). L'area sarebbe stata utilizzata per la costruzione della grande biblioteca, ma a causa della mancanza di finanziamenti, il progetto è rimasto in sospeso da anni. Il Comune ha deciso di convocare una riunione per discutere del futuro dell'area e ha espresso la volontà di rientrare in possesso del terreno.
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