Cinquanta plastici ispirati alle macchine archimedee sono il simbolo dell'attenzione della facoltà di Architettura al genio aretuseo. I modelli sono stati realizzati dagli studenti dei corsi di laurea coordinati dai docenti Giacinto Taibi e Rita Valente, che hanno così voluto rendere omaggio ad Archimede in occasione del convegno internazionale appena conclusosi a palazzo Impellizzeri. Una «tre giorni» di dibattiti e incontri a cui hanno preso parte docenti ed esperti provenienti da tutto il mondo, promossa dalle Università greca di Patrasso e quella di Cassino, con il sostegno di associazioni locali che ha così celebrato i 23 secoli dell'influenza del genio matematico nella scienza mondiale. Perfettamente funzionanti, i modelli realizzati dai ragazzi sono dei «gioiellini» tecnologici che hanno riscosso il plauso degli esperti riuniti a Siracusa oltre che un certo successo di pubblico, tanto da spingere i promotori a prolungare l'esposizione. «Viste le richieste - afferma il professore Taibi - abbiamo deciso di prolungare la mostra sino al 19 giugno, con ingresso gratuito dalle 9,30 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15,30 alle 18,30. Si tratta di un lavoro particolarmente interessante vista la peculiarità dei soggetti a cui i ragazzi si sono ispirati». In esposizione una balista, una catapulta, gli specchi ustori e la manus ferrea che ancora oggi sono legate al nome di Archimede e al suo genio conosciuto in tutto il mondo. Ma una volta chiuso il sipario sulla mostra che sarà di questi lavori? I docenti Taibi e Valente non hanno dubbi: i modelli non possono essere dimenticati. «Siamo disposti a regalarli ad una associazione - dicono - ma che sia seriamente disposta a curare l'esposizione, non vorremmo che i progetti dei nostri ragazzi andassero perduti o distrutti». Si potrebbe pensare a una mostra permanente all'interno del parco tecnologico dedicato ad Archimede oppure, come suggerisce il professore Taibi, in un angolo di palazzo Vermexio. Anche se, in realtà, il luogo adatto vi sarebbe: la «Domus Archimedea» di cui non si hanno più notizie e che è invece ben descritta in un sito internet con tanto di indicazioni topografiche per raggiungerla. La casa di Archimede, per la cui realizzazione si sono persi svariati milioni messi a disposizione dall'Unione Europea, sarebbe dovuta nascere in piazza Duomo, all'ultimo piano della Soprintendenza che, però, non poteva cedere i locali. Così si era ipotizzato di farla nell'Antico mercato di Ortigia. Anche in questo caso oggi silenzio assoluto. Il Comune aveva dichiarato in passato la propria disponibilità a concedere i locali in questione alla ditta privata aggiudicatrice del bando europeo, che avrebbe dovuto realizzare la Domus. Nulla di fatto sinora. E l'Antico mercato è diventata sede di un mercato di prodotti locali la domenica mattina, oltre che location di eventi vari sponsorizzati dall'amministrazione comunale. Della Domus Archimedea restano anche le macchine costruite a Genova da un'impresa specializzata: basta guardare il sito per vedere i modelli e gli operai al lavoro. Le imponenti macchine giacciono nei magazzini della ditta genovese, metafora dell'indolenza e del mancato rispetto di un simbolo che tutto il mondo ci invidia.
SICILIA - Cultura. Una mostra a palazzo Impellizzeri e dopo? Archimede
La facoltà di Architettura ha creato cinquanta modelli di plastici ispirati alle macchine di Archimede. I modelli sono stati realizzati dagli studenti e sono stati esposti in occasione del convegno internazionale a Siracusa. I modelli sono stati apprezzati dagli esperti e il pubblico, e il professore Taibi ha deciso di prolungare l'esposizione sino al 19 giugno. I modelli sono stati realizzati con una grande attenzione ai dettagli e sono stati ispirati alle macchine di Archimede, come la balista, la catapulta e gli specchi ustori.
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