Il provvedimento adottato in seguito ad un video che documenterebbe interventi non consentiti La polizia ha sottoposto a sequestro preventivo La Colombaia, dimora ischitana di Luchino Visconti, in seguito ad irregolarità che sarebbero state riscontrate per lavori in corso d'opera. In particolare, all'interno della villa erano in corso d'opera lavori di «ordinaria manutenzione» ma da un video denuncia di Gennaro Savio del partito comunista italiano marxista-leninista sarebbe emerso che i lavori consistevano nella rimozione di intonaci, mattonelle ed altro. In seguito alla diffusione del video è stata presentata un'interrogazione parlamentare presentata al ministro per i beni e le attività culturali e a quello del Turismo dai Deputati Zamparutti e firmata dai colleghi Radicali iscritti al gruppo del PD Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci e Turco. I parlamentari nell'atto ispettivo hanno evidenziato che «sembrerebbe poi che i lavori li stia svolgendo la Fondazione La Colombaia di Luchino Visconti (ente di diritto privato), con fondi pubblici derivanti da contributi regionali e provinciali per le attività culturali e che proprio per questo non dovrebbero essere spesi per lavori strutturali di ordinaria manutenzione ma per attività culturali ed editoriali». Infine chiedono di sapere «se e che tipo di lavori la Soprintendenza ai beni architettonici di Napoli abbia autorizzato essendo La Colombaia vincolata con decreto del Ministro per i beni culturali del 1939". Il sequestro dovrà ora essere convalidato dal Gip.
Ischia, sequestrata La Colombaia, fu la dimora di Luchino Visconti
La polizia ha sottoposto a sequestro preventivo la dimora ischitana di Luchino Visconti, La Colombaia, in seguito ad irregolarità riscontrate per lavori in corso d'opera. Un video denunciato da Gennaro Savio ha rivelato che i lavori consistevano nella rimozione di intonaci e mattonelle. La Fondazione La Colombaia, ente di diritto privato, sta svolgendo lavori strutturali con fondi pubblici. I parlamentari hanno presentato un'interrogazione ispettiva, chiedendo di sapere se la Soprintendenza ai beni architettonici di Napoli abbia autorizzato i lavori. Il sequestro dovrà ora essere convalidato dal Gip.
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