Deciso dall'Ente Parco Archeologico un intervento programmato di sistemazione su tutti i monumenti dorici, per eliminare inconvenienti che col tempo potrebbero aggravarsi Come ogni anziano necessita di controlli costanti, anche i Templi hanno bisogno di continue attenzioni. Ecco perché a distanza di non tantissimo tempo dalla precedente massiccia, radicale e costosa opera di restauro dei principali monumenti simbolo di Agrigento, l'Ente Parco Archeologico ha deciso di dare il via a un intervento programmato di sistemazione. Non è passata infatti inosservata l'impalcatura eretta su una delle colonne del tempio di Giunone, i turisti hanno fatto in fretta i conti con il recinto realizzato intorno al tempio di Ercole, con una rete arancione in plastica a fare bella mostra di se. Tanti piccoli cantieri aperti per eliminare erbacce, per ripristinare superfici screpolate più o meno pesantemente da agenti atmosferici o dall'usura naturale del tempo. Al momento le attenzioni dell'Ente Parco e delle maestranze incaricate - e pagate - per effettuare i lavoro di sistemazione si rivolgono appunto al Giunone e all'Ercole, ma non è tutto. Secondo un piano prestabilito e già approvato nelle opportune sedi, altre impalcature di varie dimensioni e collocazione verranno posizionate anche sul Concordia e su altri siti ritenuti bisognosi di cure specifiche. L'esposizione dei monumenti ai venti, a ogni tipo quindi d'intemperie, a inverni e autunni particolarmente piovosi che causano un veloce aumento delle erbacce intorno ai siti e anche sul corpo stesso dei monumenti, obbligano gli enti a tutela del patrimonio a correre ai ripari. L'imperativo nella stanza dei bottoni, in questo caso dell'Ente Parco, è quello di non ritrovarsi tra 20 o 30 anni con un Concordia, un Giunone, un Ercole in condizioni di particolare degrado strutturale ed estetico. Questo eventuale scenario obbligherebbe i successori di Pietro Meli, attuale direttore dell'Ente, a spendere forse più soldi di quanti ne siano già stati spesi per tenere in perfetto stato di conservazione i Templi. Se le migliaia di turisti che arrivano ad Agrigento tornano nelle rispettive patrie con gli occhi estasiati dalla vista di questi straordinari monumenti, è merito certamente di chi ha saputo ristrutturarli negli anni scorsi, tramandandone il fascino. I nipoti di chi tutela dunque i Templi, almeno in base alla politica di conservazione in atto, non dovrebbero intervenire con grandi sforzi per ripristinare monumenti in abbandono, anzi. L'erbaccia eliminata costantemente, gli intonaci ripristinati in tempo reale e tutto quanto riguarda l'ordinaria amministrazione sono una realtà. «Non è possibile intervenire ogni tanto per salvaguardare questo nostro patrimonio dell'umanità. E' fondamentale - spiega l'architetto Meli - curare con estrema attenzione ogni minimo dettaglio di questi monumenti, per evitare che piccoli inconvenienti diventino grandi problemi». Non è casuale poi che questa «campagna» stia iniziando adesso, quando il rischio di piogge è molto basso, consentendo quindi alle maestranze di lavorare in tutta sicurezza e senza intoppi. 11062010
SICILIA - I Templi si rifanno il trucco
L'Ente Parco Archeologico di Agrigento ha deciso di intraprendere un intervento programmato di sistemazione su tutti i monumenti dorici, compresi il tempio di Giunone, l'Ercole e il Concordia, per eliminare inconvenienti che potrebbero aggravarsi nel tempo. L'intervento prevede la rimozione di erbacce, la ripristinazione di superfici screpolate e la posizionamento di impalcature per proteggere i monumenti dagli agenti atmosferici e dalle intemperie. L'obiettivo è quello di evitare che i monumenti si deteriorino ulteriormente e di mantenere la loro condizione di conservazione.
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