Proseguono come previsto i lavori nella pavimentazione davanti al recinto delle Arche Scaligere dove giovedì erano emersi degli interessanti ritrovamenti. Ieri il sopralluogo della direttrice del cantiere, architetto Gianna Gaudini, funzionario della Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio di Verona, che ha ordinato di proseguire con i lavori. Il progetto prevede di posizionare sotto i lastroni di marmo della porzione di pavimentazione tra le arche e la chiesa di Santa Maria Antiqua, dei cavi per il funzionamento dei macchinari che servono a monitorare in permanenza il complesso monumentale. Un atto che conclude il cantiere di restauro sulle Arche durato circa otto anni, durante il quale sono emerse molte novità interessanti, consentendo di controllare eventuali vibrazioni del materiale lapideo. Sotto le lastre recenti, sono apparse le tracce di una pavimentazione in cotto e lastre marmoree tombali che però sono risultate essere materiale di recupero, utilizzate in passato, forse nel XIX secolo, per la copertura stradale del piccolo piazzale.
VERONA - Reperti sotto le Arche ieri il sopralluogo
Proseguono come previsto i lavori nella pavimentazione davanti al recinto delle Arche Scaligere dove giovedì erano emersi degli interessanti ritrovamenti. Ieri il sopralluogo della direttrice del cantiere, architetto Gianna Gaudini, funzionario della Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio di Verona, che ha ordinato di proseguire con i lavori. Il progetto prevede di posizionare sotto i lastroni di marmo della porzione di pavimentazione tra le arche e la chiesa di Santa Maria Antiqua, dei cavi per il funzionamento dei macchinari che servono a monitorare in permanenza il complesso monumentale. Un atto che conclude il cantiere di restauro sulle Arche durato circa otto anni, durante il quale sono emerse molte novità interessanti, consentendo di controllare eventuali vibrazioni del materiale lapideo. Sotto le lastre recenti, sono apparse le tracce di una pavimentazione in cotto e lastre marmoree tombali che però sono risultate essere materiale di recupero, utilizzate in passato, forse nel XIX secolo, per la copertura stradale del piccolo piazzale.
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