È di questi giorni la notizia dell'intenzione dell'assessore comunale Diego Guida di recuperare una serie di infrastrutture urbane, totalmente ignorate o nel migliore dei casi dimenticate e che con la loro messa in funzione potrebbero risolvere in maniera rapida nodi di collegamento importanti e vitali per alcuni significativi quartieri della città. Si parla della riscoperta di un ascensore, sconosciuto quasi a tutti, scavato nella collina tufacea di Posillipo, che conduce da via Manzoni, nei pressi dell'albergo Splendid, al sottostante tunnel nelle adiacenze di piazza Piedigrotta, all'altezza del nodo metropolitano di Mergellina tra la linea 2 e 6 impianto chiuso da prima della seconda guerra mondiale . Si parla dell'ascensore che collega Monte di Dio con il tunnel della Vittoria nei pressi del Chiatamone anch'esso chiuso da oltre vent'anni - e infine della riapertura della famosa funivia della Mostra d'Oltremare di collegamento con Posillipo, nell'ultimo tratto di via Manzoni. Un capolavoro progettato da Giulio De Luca e inaugurato nel 1940 che, oltre ad assumere il ruolo di importante e rapido collegamento tra la collina e la piana di Fuorigrotta, si connette con un altro polo ferroviario, quello della cumana, che ha anche una forte valenza turistica per l'alta panoramicità, verso il Golfo di Pozzuoli. Sulla funivia, notevoli sono stati i tentativi di recupero da parte di molti, con articoli sulla stampa (ricordo un numero della Rassegna Aniai del 2002 dedicato al progetto di riattivazione della funivia, oltre a un mio recente articolo su questa testata.) La funicolare via Roma-Vomero in un disegno di Lamont Young Un plauso all'assessore Guida per aver scoperto e ripreso tali infrastrutture, ancora maggiore, nel caso in cui tali impianti vengano riattivati. Sono immediate le considerazioni legate alla storia delle infrastrutture a Napoli, quando, dopo l'epidemia di colera del 1883, con il progetto del Risanamento della città di Napoli, si decise di bonificare e diradare i quartieri bassi (Porto, Pendino, Mercato, Vicaria) e si intraprese lo sviluppo verso l'area collinare del Vomero, sulla base di progetti redatti da valenti ingegneri quali tra gli altri Gaetano Bruno, Lamount Young, Adolfo Avena e Stanislao Sorrentino. Furono realizzati una serie di progetti di funicolari, di funivie, di ascensori, di teleferiche, per il più rapido collegamento tra il centro della città e il nuovo quartiere collinare. Fu così che nel, nel 1889, fu aperta la funicolare di Chiaia, nel 1891 quella di Montesanto, nel 1928 la funicolare centrale e negli stessi anni la quarta Funicolare realizzata da privati e di proprietà della Speme che collegava Mergellina a via Manzoni. Da oltre un secolo esse rappresentano il più importante sistema di trasporti sia per il numero di passeggeri, sia per la rapidità di collegamento tra il centro della città e i quartieri collinari. Oggi, il Piano trasporti della Regione Campania, sviluppato egregiamente dall'ex assessore Ennio Cascetta, prevede solo grandi infrastrutture, costose da realizzare e particolarmente lente sia per l'orografia urbana che per la presenza di importanti reperti archeologici almeno nel centro storico della città e ciò con conseguenti disagi per la cittadinanza. Una linea efficace, rapida e molto più economica nella nostra città, sarebbe un insieme di infrastrutture verticali piccole e puntuali di collegamento tra la zona a monte e a valle, magari anche con percorsi panoramici. Esse dovrebbero avere una duplice funzione: superare i dislivelli, per evitare ai cittadini di dover affrontare ripide salite o impervie scalinate e collaborare a un sistema di reti infrastrutturali nei punti meno serviti dai pubblici collegamenti. Non è una novità, dal momento che si tratta di recuperare dalla storia dell'ingegneria e dell'architettura locali progetti di ascensori, scale mobili, piccole funicolari e funivie. Penso a sistemi per le rampe Brancaccio, per più punti di Posillipo, sia verso via Petrarca e via Manzoni, sia da quest'ultima verso Fuorigrotta e Bagnoli; penso al completamento e all'attivazione delle scale mobili progettate da D'Ascia, tra Montesanto e l'ex Ospedale Militare al Corso Vittorio Emanuele; penso all'apertura della fermata di Girolamo Santacroce della funicolare di Montesanto realizzata e mai attivata; penso alle scale mobili del parco Ventaglieri tra Montesanto e via Tarsia e a quelle del parco Viviani che collegano il corso Vittorio Emanuele a Girolamo Santacroce impianti entrambi chiusi da anni . E penso ancora alle scale mobili, almeno quelle oggi ancora funzionanti, realizzate su progetto di Mendini per la stazione metropolitana di Salvator Rosa, che hanno «messo a sistema» più quartieri, isolati tra loro, posti a diverse quote. E l'elenco potrebbe continuare a lungo. Riusciremo mai a vederle? Per ora ci affidiamo e appelliamo all'abilità dell'assessore Diego Guida.
CAMPANIA - Scale mobili, piccole funicolari e funivie per collegare Napoli bassa con la collina
L'assessore comunale Diego Guida ha annunciato l'intenzione di recuperare e riattivare diverse infrastrutture urbane a Napoli, tra cui un ascensore scavato nella collina tufacea di Posillipo, un ascensore che collega Monte di Dio con il tunnel della Vittoria e una funivia della Mostra d'Oltremare. Queste infrastrutture, progettate nel corso del XX secolo, furono chiuse o dimenticate nel corso degli anni. L'assessore Guida ha espresso la speranza di poter riattivare queste infrastrutture, che potrebbero risolvere nodi di collegamento importanti per alcuni quartieri della città.
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