Autorizzato come cantiere, ospita studenti e aule per lezioni Da nove mesi quel panorama che si apriva sul canale della Giudecca e fin verso il Lido è oscurato da un «bussolotto» bianco di tre piani, che ospita non solo i materiali per il cantiere di restauro del Seminario patriarcale, ma anche le stanze dei sacerdoti, le aule di lezione e perfino una piccola palestra. Ora, dopo aver chiesto ed ottenuto un accesso agli atti ed aver studiato a fondo tutto l'iter autorizzativo, è partito il ricorso al Tar del Veneto contro la «struttura di cantiere» costruita da Sacaim a supporto dei lavori di restauro dell'immobile storico che si trova proprio alle spalle della Basilica della Salute. Abitabile Per i vicini di casa i permessi sono stati concessi a un cantiere che è diventato una nuova sede Un gruppetto di sei inquilini delle abitazioni vicine si è infatti rivolto agli avvocati Stefano Sacchetto e Andrea Zuccolo e ha impugnato il provvedimento con cui il Comune di Venezia ha autorizzato il manufatto e i pareri della Soprintendenza e della commissione per la salvaguardia di Venezia propedeutici a tale autorizzazione. Nel ricorso i legali contestano da un lato la correttezza di tali pareri, dall'altro il fatto che la struttura sia stata approvata in deroga come semplice supporto al cantiere, mentre invece è destinata a rimanere lì per un paio d'anni, in tutta la sua bruttezza, com'è ovvio che sia in questi casi per un'opera provvisoria. «Così pare dalle carte, ma il nostro timore è che possa rimanere per un periodo superiore, nel caso in cui si allungassero i lavori», spiega uno dei ricorrenti, spiegando come attraverso i grandi finestroni che si aprono sulle stanze, ogni tanto capita pure di vedere i preti all'interno che studiano, leggono, discutono. «Molti di noi hanno speso un sacco di soldi per una casa in questa posizione e con questa vista, altri saranno costretti a chiedere un canone di affitto ridotto, dunque abbiamo ricevuto un danno - è il motivo che fa più arrabbiare i ricorrenti - E per di più, senza che nessuno ci avvisasse mai di nulla». Il ricorso è stato depositato senza l'istanza di sospensiva, proprio perché difficilmente il Tar avrebbe potuto ordinare la demolizione del manufatto che ha tutte le autorizzazioni a posto; ma l'obiettivo potrebbe essere quello di vedersi riconosciuto un indennizzo per il danno ricevuto. «Ci è stato detto che in questo caso l'interesse pubblico prevale su quello privato - continua il ricorrente - ma noi abbiamo scoperto che inizialmente era stata concessa un'autorizzazione solamente come ricovero per il cantiere, mentre poi è stata ampliata per l'attività didattica». «Non c'è molto da dire - replicano da Sacaim - l'intervento è provvisorio, è autorizzato da tutti gli enti preposti e consente al Seminario di proseguire tutte le sue attività durante i restauri. I lavori dureranno tre anni, ma non appena verranno riconsegnate le parti oggi trasferite nella struttura, questa verrà abbattuta». L'intervento in corso, dal costo di circa 28 milioni di euro, prevede la costruzione anche di una nuova grande biblioteca aperta alla città, di una pinacoteca e di posti per la ricettività.