San Rossore. Un convegno fa il punto rifiutando la logica che l'ambiente possa essere una merce da monetizzare PISA. «Il parco di S. Rossore vittima di un massacro: dall'alluvione del Serchio alle migliaia di metri cubi di cemento al porto di Marina, passando per Viareggio che vuole uscire dai confini». Lo denuncia Antonio Dalle Mura, presidente regionale di Italia Nostra. L'associazione ambientalista ieri pomeriggio ha organizzato un convegno sul futuro dei parchi regionali, nella sala Gronchi delle cascine Vecchie di San Rossore. Padrone di casa il presidente dell'ente Parco, Giancarlo Lunardi. Ospiti di riguardo la presidente nazionale di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, e il suo vice, Nicola Caracciolo. Dalle Mura spiega il duplice obiettivo dell'incontro: «Invitare la Regione a rivedere l'atteggiamento nei confronti del paesaggio. E assurgere il Parco di San Rossore quale simbolo di ciò che succede quando si considera il territorio come elemento di semplice monetizzazione». Sul primo punto Dalle Mura registra che «il governatore Enrico Rossi e l'assessore all'urbanistica Anna Marson hanno un'ottica diversa nel governo del paesaggio, non legato ad interessi immediati». E questo porta Caracciolo a parlare di «un momento di disgelo con la nuova giunta toscana: sinora la classe politica in generale ha sempre accolto i nostri buoni argomenti per un "no" con cortesia, ma poi era impossibile ragionarci perché manifestava il desiderio di andare avanti. In futuro le nostre battaglie hanno una speranza di successo». La presidente Mottola Molfino, invece, si concentra sull'attuale situazione: «Il vero pericolo del Paese è il consumo di suolo che sta mangiando l'Italia. Ogni scusa è buona per costruire: stadi, stazioni, edilizia "sociale", porti. Ma la contraddizione è che gran parte di tutto questo cemento resta invenduto». Porta, quindi, la propria solidarietà: «Siamo venuti a mostrarvi il nostro interesse nazionale. Dovete essere uniti più che mai contro queste grandi scorpacciate di territorio. In particolare appoggio le vostre battaglie per modificare la legge regionale sui parchi e per allargare i confini di San Rossore fino alla fusione con il parco della Maremma». Intervengono anche Pier Luigi Cervellati e Giovanni Maffei, rispettivamente redattore del piano del Parco e del piano di gestione, presenti anche "alla prima puntata": il convegno del 4 giugno alla stazione Leopolda. Infine Ivano Leonardi, responsabile del territorio per Italia Nostra, vive le pressioni di Viareggio come un "incubo". E il professore Giorgio Piziolo propone l'interazione tra Parco, navi romane e piazza dei Miracoli: «Ora sono mondi separati, ma insieme sarebbero un veicolo turistico e culturale enorme».