Accuse scomposte e demagogiche che insultano la professionalità degli autori del progetto: così l'ex sindaco Aldo Morelli ribatte alle critiche, mosse dall'associazione "Obiettivo Comune", sul parco ristrutturato dei Giardinetti e sulla sua presunta inaccessibilità ai disabili. Un progetto, scrive Morelli, che da chi è entrato nel parco «ha avuto solo parole di elogio e soddisfazione senza contare, ma contano, i giudizi espressi sia dall'assessore regionale Cristina Scaletti, che dal magnifico rettore Alberto Tesi». Ma è sull'attacco ai progettisti che Morelli replica alle accuse: «Il progetto di restauro del parco I Giardinetti ha ricevuto il regolare nulla osta dalla Sovrintendenza il 28 novembre 2006 (numero di protocollo 14565), e successivamente il 2 maggio 2008 (protocollo numero 2410) per la progettazione esecutiva. In quell'occasione il delicato problema dell'accessibilità a un bene storico-artistico è stato affrontato alla luce e nel rispetto delle normative allora in vigore, che già prevedevano soluzioni alternative per l' accessibilità e la fruizione dei beni vincolati. Tali principi sono stati di recente ribaditi in un decreto ministeriale (del 28 marzo 2008) sulle "Linee Guida per il superamento delle Barriere Architettoniche nei Luoghi di Interesse Culturale", che definisce i criteri ai quali attenersi in casi del genere». «A tali indicazioni normative - riprende Morelli - si sono attenuti i progettisti, che già nella relazione allegata al progetto esecutivo specificavano: "L'accessibilità del disabile è garantita tramite il percorso carrabile diagonale che dalla strada provinciale sale a Villa Rospigliosi, e che sarà dotato di dispositivi atti a garantire un accesso veicolare controllato". Il problema principale del superamento del dislivello di quota, nel rispetto della natura del bene, è quindi stato affrontato consentendo l'accesso veicolare alle persone diversamente abili, attraverso il preesistente viale carrabile che dalla strada per Larciano conduce nel cuore del parco. Internamente al parco, come specificamente indicato dalle citate "linee guida", è stato individuato un percorso accessibile lungo il viale principale che consente la fruizione del bene, pianeggiante, dotato di adeguata pavimentazione e con aree di sosta». Non solo, ma le indicazioni sui tempi dei lavori riportate da "Obiettivo Comune" sarebbero sbagliate: «Come provato dal verbale di consegna del cantiere - chiude l'ex sindaco di Lamporecchio - datato 28 luglio 2008, i lavori sono durati molto meno rispetto ai 4 anni dichiarati: circa 2 anni. Infine, si fa notare che a conclusione dell'opera è stato registrato solamente un aumento del 2 sull'importo complessivo previsto dal contratto di appalto. Riprendo quest'ultima notizia per ricordare che con i tempi che corrono (scuola dei marescialli a Firenze, G8, L'Aquila e così via, la "cricca" insomma), dove si viaggia con aumenti anche del 300 è un altro risultato da Sottolineare Colgo infine l'occasione per ringraziare i progettisti, gli architetti Lassi e Pisacreta, e l'azienda Euroambiente e Itaf di Stefano Zelari per il lavoro che hanno svolto con competenza e professionalità».