ROMA -I falsi Guttuso, Schifano, Bay etc. andranno ad arricchire il Museo più originale, quello che appunto raccoglie i falsi di ogni genere e che sorge dal 1991 a Salerno. Dallo scorso anno esiste una convenzione con il comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio e dei beni culturali: il Museo di Salerno è il custode giudiziario delle opere d'arte e dei reperti archeologici rigorosamente falsi recuperati o confiscati. I reperti vengono così studiati sia dal punto di vista tecnico che sociologico che artistico ed esposti nella varie mostre, in attesa del 2005 quando verrà realizzato 'un museo permanente del falso artistico. Intanto il centro studi va avanti con esposizioni singolari che riguardano ogni aspetto delle bugie umane. «In questi anni abbiamo mostrato tutti i tipi di falso - dice il direttore Salvatore Casillo - dai falsi alimentari, con il Moet Chandon prodotto ad Avellino e venduto in tutta Italia, alle false imprese del dopo-terremoto, fino ai falsi detersivi che all'epoca vendevano solo in Campania e che adesso invece si trovano dovunque». Ma il fiore all'occhiello sono le false-griffe, la raccolta cioè di tutte le contraffazioni nel campo della moda che i clienti possono comprare per errore o - come accade più spesso - con la consapevolezza piena di acquistare un falso. Casillo è molto orgoglioso della mostra sul falso argento, che consentì di modificare la legge sui falsi preziosi: grazie a lui chi oggi vuole comprare argento massiccio non rischia più di imbattersi in un blocco di alabastro ricoperto di rame e pitturato con la polvere d'argento.