Tozzi non ci sta: ipotesi impraticabile. Pratesi (Wwf): più apertura al turismo S.B. «Mi sembra giusto che ci sia un ticket d'ingresso, magari anche di dieci euro, per accedere all'isola di Montecristo. Non sono invece d'accordo sul far pagare magari 5mila o 6mila euro per permettere l'ormeggio, anche se al largo, di yacht di nababbi, perché passerebbe il principio che, con i soldi, si possono fare delle cose anche dove non sarebbero possibili». Mario Tozzi, presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, prende decisamente le distanze dal ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. Anzi, per lui l'idea di aprire al turismo dei supervip questa riserva superprotetta in modo da recuperare risorse è assolutamente impraticabile. «Non si può fare perché l'isola ha caratteristiche tali che non può sopportare un carico entropico eccessivo. Ma per prima cosa voglio ribadire che Montecristo non è affatto inaccessibile, né riservata ai soli vip, come ormai è luogo comune, anzi: grazie al Parco, 100 residenti di Portoferraio e 300 studenti delle scuole dell'Arcipelago, una volta l'anno, possono visitare l'isola con il supporto di guide esperte e del Corpo forestale dello Stato. Il numero complessivo delle visite è di mille unità annuali, cui si aggiungono altre centinaia di accessi limitati a una discesa a terra. Inoltre l'ingresso è sempre consentito per finalità di studio, ricerca e documentazione». «In tutto il mondo le aree protette hanno sempre un "cuore selvaggio" inaccessibile - aggiunge Tozzi - e Montecristo è il cuore selvaggio del Parco dell'Arcipelago, motivo per cui è giustificata la sua accessibilità regolamentata. Per tutte queste ragioni, a cui si aggiunge anche il diploma delle aree protette del Consiglio d'Europa, non è possibile incrementare il numero dei visitatori al di là della capacità di carico già decretata». Più apertura nei confronti dei visitatori, anche se con una serie di limiti, la chiede invece Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf. «Non si tratta di consentire l'ormeggio agli yacht, anche perché scaricano in mare i loro rifiuti - commenta -, ma penso piuttosto a percorsi interni o esterni, utilizzando magari battelli appositi, come accade in riserve naturali di altri paesi, ad esempio a Port-Cros, in Francia, a largo di Marsiglia. In pratica, più che tenere Montecristo in una campana di vetro, servono appunto il numero chiuso, percorsi stabiliti a terra e in acqua, oltre a barche con il fondo di vetro. Ma sono contrario all'apertura alle imbarcazioni superlussuose che, anche se porta soldi, lascia sempre l'amaro in bocca».
TOSCANA - MONTECRISTO. Ticket d'ingresso ma niente superyacht
Il presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, Mario Tozzi, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo all'idea di aprire al turismo dei supervip l'isola di Montecristo. Secondo Tozzi, l'idea è impraticabile perché l'isola non può sopportare un carico entropico eccessivo. Tuttavia, Tozzi ribadisce che Montecristo non è inaccessibile e che ci sono già percorsi regolamentati per le visite. Il presidente del Wwf, Fulco Pratesi, invece, propone di aumentare l'accessibilità al turismo, ma con limiti e controlli, come ad esempio l'utilizzo di battelli appositi e percorsi interni o esterni.
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