Faraone Mennella: "Questo è solo linizio, ma lo Stato non ci abbandoni" Gli imprenditori presentano i 18 progetti. Iervolino "Capitani coraggiosi" «Cominciamo da questo, ma si farà altro ancora, siamo solo allinizio, la moneta buona scaccerà quella cattiva, facciamo cose concrete: soldi veri, privati, che si investono, e regole», dice Marilù Faraone Mennella, promotrice delliniziativa Naplest, intervistata da Bruno Vespa. Riceve il plauso del sottosegretario Adolfo Urso. «Da domani comincia il lavoro - dice limprenditrice - con la messa a fattor comune di queste forze. Non vorremmo che su tutto questo calasse il velo dello scetticismo. E lo Stato deve esserci molto vicino, deve garantirci la legalità». Il capannone adibito ad auditorium è gremito. In prima fila lex presidente di Confindustria Antonio DAmato, compagno di Marilù. Sul palco cè la squadra di Naplest: gli imprenditori Franco Liguori, Renzo Iorio, Costanzo Iannotti Pecci, Alfredo Pacifico, Ambrogio Prezioso, Clemente Del Gaudio, Angelo Fanelli, Claudio Fogliano, Dario De Cesaris, Pasquale Legora De Feo, Livio Gargiulo, Roberto Zaccaro. Sullo schermo passano le immagini di "Est", il corto di Francesco Iodice che racconta la zona orientale attraverso le voci di alcuni dei suoi figli: operai, scrittori, imprenditori, che vivono e lavorano sul territorio. Le architetture scheletriche di Brin 69 (lex Mecfond), lunghe quanto lAlbergo dei poveri, sono la scenografia perfetta per presentare Naplest, i 18 progetti per larea orientale di Napoli per un investimento di 2 miliardi e mezzo. Pannelli giganti riproducono le elaborazioni progettuali, plastici, gli schermi esterni rimandano interviste in diretta con gli ospiti. Da Roberto Giannì, capo dellufficio urbanistico del Comune allarchitetto Elena Camerlingo, regista del piano delle 100 stazioni, a Giannegidio Silva, motore dei lavori del Metrò collinare. «Se tra le aziende e le istituzioni si instaura una logica di rete, allora partiamo col piede giusto». Il sindaco Rosa Russo Iervolino adopera la metafora marinara e chiama la compagine imprenditoriale «capitani coraggiosi». Il pubblico, dice, «ha fornito il Piano regolatore, cioè la rete di sviluppo entro cui si è collocata liniziativa privata». La differenza con Bagnolifutura, sostiene Giannì, è che lì non si è permesso ai privati di avere la maggioranza nella Stu, e per questo le cose stentano ad andare avanti. Per il governatore Stefano Caldoro, questa è «una boccata dossigeno, una sfida per il futuro, dove il pubblico deve essere "facilitatore"». Luigi Cesaro, presidente della Provincia saluta «il risveglio della città e delle periferie». Agli imprenditori ha detto: «Siete dei leoni». I 18 progetti di Naplest occupano 15.000 persone per 3 anni nei cantieri, a regime saranno 26 mila. Il programma comprende il recupero del rione SantAlfonso, la realizzazione del Terminal di Levante e di Porto Fiorito, la riqualificazione delle aree Q8, la ristrutturazione dellarea ex Breglia, un Palaeventi per la musica a Ponticelli e un parco verde di 90 ettari. Pronti i primi progetti nel 2011, 5 entro il 2013, gli altri entro il 2015.