E Muti incanta duemila spettatori nello splendore del Teatro Grande Iervolino agli imprenditori: "Siete capitani coraggiosi" Naplest presenta la squadra "Così cambia larea orientale" Naplest, la rivoluzione parte da Oriente. Marilù Faraone Mennella presenta, tra le archeologie industriali di via Brin 69 (ex Mecfond), la squadra degli imprenditori. Con 2 milioni e mezzo di fondi privati daranno vita a 18 progetti per cambiare entro il 2015 il volto di 4 quartieri della periferia orientale. A regime ci sarà lavoro stabile per 26 mila addetti. «Non è che linizio, ma lo Stato non ci abbandoni», avverte limprenditrice. Il sindaco Iervolino li incita: «Capitani coraggiosi». Una frecciata alle istituzioni: cè poca attenzione per le attività culturali Apllausi, nel Teatro Grande di Pompei appena restaurato. Una platea rapita dallorchestra diretta dal Maestro. Riccardo Muti fra le gradinate in tufo e in marmo guarda i circa duemila spettatori arrivati da tutta la Campania. Unanteprima (con replica stasera) con lOrchestra giovanile Luigi Cherubini da lui fondata, che parte con la fantasia sinfonica tratta da "Romeo e Giulietta" di Cajkovskji, si accende con la suite "Luccello di fuoco" di Stravjnskij e si chiude con la "Quinta sinfonia" di Beethoven. Seguiranno altri quattro appuntamenti per lestate con lorchestra e il coro del teatro di San Carlo. Al concerto che coincide con la presentazione dei 16 progetti di Naplest, un pubblico con numerosi esponenti della politica e della cultura. Tra gli altri, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il questore Santi Giuffrè, il capo della Procura Giovandomenico Lepore, Antonio DAmato e Marilù Faraone Mennella, il commissario uscente del teatro San Carlo Salvo Nastasi. Grande musica, nel teatro appena restaurato e illuminato. Lavori voluti, dopo decenni di abbandono, dal commissario delegato allemergenza dellarea archeologica, Marcello Fiori. Il restyling è costato 5,5 milioni (ha precisato ieri il ministro Bondi in seguito a uninterrogazione di Luisa Bossa del Pd), su un progetto per 1800 posti rispetto ai 5000 che aveva anticamente. Del restauro due curiosità: delle lastre marmoree sono affiorati e resi leggibili i numeri originali romani che servivano a assegnare i posti. Nella parte superiore del Teatro sono ora visibili i pali che servivano a sostenere il velarium che dava frescura agli spettatori. In mattinata Riccardo Muti, durante la colazione a palazzo Caracciolo con i promotori di Naplest e del concerto di Pompei, ha detto di avere accettato linvito a inaugurare il teatro grande restaurato come «uomo del Sud» e non come direttore dorchestra. Muti ha poi riservato una frecciata alle istituzioni campane, e in particolare al sindaco Iervolino di cui ha finto di aver dimenticato il nome, per la scarsa attenzione riservata ad alcune iniziative culturali. Muti da quattro anni dirige a Salisburgo il festival della Pentecoste dedicato alla cultura musicale napoletana del Settecento. «Abbiamo dimostrato quanto oro cè sotto limmondizia napoletana che due anni fa invase le tv di tutto il mondo. Le autorità di Salisburgo mi hanno spesso manifestato il loro stupore per lassenza delle istituzioni napoletane. Non dico una presenza fisica, che sarebbe forse troppo - ha aggiunto Muti con evidente ironia - ma un biglietto, un telegramma, un messaggio qualsiasi». (p.c.)