Sono molte le polemiche legate lEurocup 2010 di beach soccer, disciplina in questi giorni ha abbandonato le spiagge per impiantarsi nel cuore dellarcheologia romana. "Uno spettacolo da brividi", ha commentato lautore di un articolo. E come dargli torto? Tutto sta a capire le ragioni di tanta emozione. Limpianto, infatti, è stato collocato al Circo Massimo, dove si è allestita unarea di 6.700 metri quadri. Le ruspe, insomma, hanno dovuto lavorare sodo, per istallare un campetto di calcio di sabbia. Non solo: attorno a questo nucleo, sono stati ricavati "2500 posti a sedere, gli spalti, gli spogliatoi degli atleti, larea stampa, un villaggio-fun e unarea vip dotata al piano superiore di unampia terrazza per accogliere gli ospiti donore e le autorità politico-sportive". Una location indubbiamente unica, incastonata tra lAventino e il Palatino. Rimane una domanda: possibile che Roma non sia in grado di difendere le sue bellezze, e debba svenderle per organizzare spettacoli di consumo? E così difficile capire che unarea dinteresse archeologico cruciale va difesa, curata, accudita, e non trasformata in un palcoscenico per eventi mondani? Avvenimenti del genere dimostrano come la nostra amministrazione si riveli incapace non solo di gestire, ma anche di valutare il patrimonio che è stata chiamata a proteggere. Di più: qui è il concetto stesso di patrimonio a venire meno. Il fatto è che si è tragicamente perduto il nostro rapporto con la bellezza. Larmonia di uno spazio implica solo una cosa: la sua contemplazione. Ma ai nostri giorni, questa sembra uno spreco. Come? Guardare e basta? Perché non creare una passerella per sfilate di moda, unarena da tori, una pista automobilistica? Logica vorrebbe che la soluzione migliore fosse un uso moderato. Ma la misura non è di questo mondo, e così siamo arrivati anche al beach soccer. Non cè che dire: uno spettacolo da brividi.
ROMA - CIRCO MASSIMO. Nellantico stadio uno spettacolo da brividi
L'Eurocup 2010 di beach soccer si è tenuto al Circo Massimo a Roma, in un'area di 6.700 metri quadri. La location è stata creata con ruspe e ha incluso un campetto di calcio di sabbia, spalti, spogliatoi, area stampa e un villaggio-fun. La scelta di questo impianto è stata criticata per aver trasformato un'area di interesse archeologico in un palcoscenico per eventi mondani. La critica sostiene che la città non è in grado di difendere le sue bellezze e che il patrimonio storico è stato trasformato in un luogo di consumo. La soluzione proposta è un uso moderato, ma la misura non è di questo mondo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo