Roversi Monaco: "Gli spettacoli devono essere assicurati" La crisi dei teatri. Lex rettore: "Giudico molto positivamente il lavoro svolto da Tutino" Uno sciopero ancora pendente sullultimo titolo della stagione lirica del Comunale, il 18 giugno, sera del debutto di "Edgar", e una nuova iniziativa pubblica oggi in teatro su «La decadenza della produzione culturale bolognese». «Lassemblea dei nostri iscritti - spiega Enrico Baldotto della Fials - ha chiesto alla direzione del teatro di mantenere limpegno della copertura dell85 della pianta organica. Se così non sarà, confermeremo lo sciopero». Sono i colpi di coda di una stagione segnata da una grande conflittualità sindacale e che sta allontanando alcuni sostenitori importanti della fondazione lirica, a cominciare dalla fondazione Carisbo. Ne ha parlato il presidente Roversi Monaco in un incontro avuto laltra mattina con il sovrintendente Tutino. Ma i dubbi se continuare o meno a finanziare il teatro (con 600mila euro allanno) e mantenere un rappresentante nel cda (attualmente Giancarlo Giusti), serpeggiano da tempo. «Per giustificare un nostro impegno economico verso il Comunale è necessario che il teatro garantisca la regolarità del suo servizio», ribadisce Roversi-Monaco. «Non voglio entrare nel merito delle questioni sindacali - aggiunge -, ma chiedo chiarezza. E aggiungo solo che il sovrintendente Tutino, a mio parere, ha fatto un ottimo lavoro». Piace alla Fondazione la Scuola dellOpera, sostenuta con 450mila euro. Non piace, invece, la conflittualità che rischia spesso di chiudere, causa sciopero, la porta in faccia al pubblico: «Lo scopo di un teatro - aggiunge Roversi-Monaco - è assicurare la continuità delle rappresentazioni». Complice la ristrettezza delle disponibilità economiche, sempre più indirizzate a programmi di sostegno sociale, ecco dunque perché la Fondazione Carisbo potrebbe decidere, se non per un azzeramento, quanto meno per un ridimensionamento della cifra erogata al Teatro Comunale. Casa Saraceni attende, prima di prendere una decisione, la scadenza di settembre per il cda del Comunale e conseguentemente per il sovrintendente Tutino. È presto per avanzare nomi, ma nellambiente qualcosa sulle intenzioni del commissario Cancellieri, presidente del teatro, trapela. A lei sarebbe gradito Francesco Ernani, sovrintendente dellOpera di Roma prima del commissariamento del teatro. Secondo molti Ernani non condividerebbe la linea di Tutino né il suo piano aziendale che sta imponendo sacrifici a tutti, e quindi ragione di tanta conflittualità coi sindacati (un concerto sinfonico cancellato, tre recite di «Carmen» sfumate per sciopero e un presidio permanente che cura da più di un mese fuori dagli uffici della sovrintendenza). Viceversa, oltre a quello di Roversi Monaco, loperato di Tutino riscuote lapprezzamento anche del neo assessore alla cultura della Regione: «Penso che sui conti abbia fatto un ottimo lavoro», dice infatti Massimo Mezzetti che ha annunciato un finanziamento straordinario di un milione per il Comunale. Ma lo stesso Tutino ha più volte lasciato intendere di non esser disponibile a una riconferma. Daltra parte non è nemmeno certo che il commissario Cancellieri, destinata a rimanere a Palazzo dAccursio fino alla prossima primavera, possa nominare due rappresentanti del Comune in un cda in carica per 4 anni, a sua volta chiamato ad esprimere un sovrintendente che dovrà lavorare con il futuro sindaco di Bologna. Il ministro Bondi sembra orientato verso la proroga dellattuale consiglio damministrazione, e se Marco Tutino non fosse disponibile a proseguire nel duo doppio incarico si profilerebbe lipotesi del commissariamento.