Polemiche durissime in Sicilia per il progetto di due megalberghi nella riserva nei pressi del borgo seicentesco. PALERMO Se la civiltà di un popolo si misura anche dall'ambiente in cui vive, allora è certo che siamo messi maluccio. Fra sanatorie e condoni e in nome di un profitto senza regole si moltiplicano gli attacchi al territorio e la corsa al mattone selvaggio. E parecchio del merito va all'attuale governo Cuffaro. Il plurinquisito governatore ha da sempre sbandierato ai quattro venti che uno dei suoi principali obiettivi sarebbe stato il condono. Anzi la sua campagna elettorale aveva lì radici solide e profonde. E in questi tre anni di governo (grazie anche alla geniale accoppiata Berlusconi-Tremonti che gli ha dato ben più di una mano) da un capo all'altro di quella che un tempo era «l'Isola del Sole» sono cresciuti più che funghi ville e villette e palazzi e residence, e alberghi (qualcuno di proprietà proprio di Totò Cuffaro...) e villaggi vacanze. E pazienza se poi la gente in vacanza non ci va che costa un accidente e ormai stanno diventando un po' troppi quelli senza il becco di un quattrino. E pazienza se il mare non si sa fino a quando potrà sopperire alla cronica mancanza d'impianti di depurazione. Pazienza. Costruiamo senza remore (e regole) e stiamo bene attenti a che qualcuno non metta i bastoni fra le ruota al manovratore. Anche se manovra in mezzo ai vincoli di parchi o riserve naturali. Nell'assolata provincia trapanese resiste alle forsennate speculazioni Scopello, uno sparuto borgo del seicento incastonato fra una delle tante tonnare che adornano i mari siciliani e la riserva dello Zingaro, dove ogni anno giungono turisti da mezzo mondo. Un posto d'incanto che ha fatto discutere anche per le recenti vicende del ministro La Loggia, prima rinviato a giudizio ma poi assolto per la costruzione di una ville abusiva a una manciata di metri dalla scogliera. Ma tutto si aggiusta. Ora però accanto al borgo di Scopello hanno pensato bene di costruire due albergoni. Novemila (9000!) metri cubi di cemento che se ne infischiano della storia e della natura e delle marce di migliaia di persone schierate in loro difesa. Poca cosa si dirà, in confronto al contestatissimo Piano regolatore che stava assai a cuore al sindaco forzista di Castellammare del Golfo Giuseppe Ancona. Spiagge e scogli e terreni finora a verde agricolo avrebbero dovuto lasciare il posto al più remunerativo cemento. E al lungimirante politico brillavano gli occhi al pensiero di decine di migliaia di nuovi posti letto nel suo territorio. Più strade e parcheggi, s'intende. E qualcos' altro si sarebbe trovato man mano. Ma l'autunno scorso le aspirazioni del Comune di Castellammare (e di chi gli sta dietro) hanno subito un duro colpo dopo «la marcia dei cinquemila», che in un modo o nell'altro è riuscita a sventare la mega speculazione e a scuotere almeno un po' l'assessore regionale ai Beni Culturali Fabio Granata, di An. Troppo clamore sui giornali e in tv e per strada, fra la folla e con le Procure in allarme e i sigilli pronti. Granata si desta e dice basta: Scopello e la sua costa non si toccano. Metterà un vincolo sulla zona, in assenza del Piano paesistico. Alleluja. Ma la burocrazia è un mostro diffìcile da ingabbiare e basta un nonnulla perché prenda il sopravvento. Figuriamoci il nulla. Perché nei mesi successivi alla marcia contro il Prg e lino ai primi mesi di quest'anno nulla è stato fatto. Ma gli ambientalisti uniti da Legambiente al Wwf al Circolo Metropolis di Castellammare si sono dati da fare finché Granata si è ricordato delle sue promesse e oplà, ecco scodellato il vincolo sulla Gazzetta ufficiale. Bocce ferme. Poi arriverà addirittura anche il Piano paesistico per Trapani e le isole Egadi. Epperò gli imprenditori sono gente sveglia e solerte e nelle more della vacazio legis vanno come un treno. Fondamenta, piloni e pilastri e progetti approvati a tempo di record dall'efficace Sovrintendenza di Trapani guidata da Camicia Angela Di Stefano (oggi il sovrintendente è cambiato, ndr). Il presidente regionale del Wwf Franco Russo salta sulla sedia e assieme a Legambiente chiede il «fermo lavori» ma prima il Tar e pochi giorni addietro il Consiglio di giustizia amministrativa (è composto anche da funzionari indicati dal presidente della Regione...) bocciano la richiesta. I due alberghi restano lì. E i vincoli d'inedificabilità anche.
Scopello minacciata da 9000 metri cubi di cemento
In Sicilia, il progetto di costruire due megalberghi nella riserva naturale di Scopello, in Trapani, ha suscitato polemiche durissime. Il governo regionale, guidato da Cuffaro, ha promesso condoni e ha favorito la speculazione immobiliare, aumentando la costruzione di ville e alberghi. La riserva di Scopello, un borgo seicentesco, è stata minacciata dalla costruzione di due alberghi, che avrebbero richiesto 9000 metri cubi di cemento. La marcia dei cinquemila persone contro il progetto ha fermato la speculazione, ma il governo ha deciso di costruire comunque due alberghi.
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