Caro direttore, ho molto apprezzato i contenuti del suo editoriale domenicale e lo spazio che Il Tirreno sta offrendo all'avvio di una nuova riflessione sulle politiche urbanistica in Toscana. Il tema è di stretta attualità e coglie un punto nevralgico delle politiche di sviluppo della nostra regione. Illuminanti le pagine di lunedì: da una parte l'iniziativa di Settis e Olivieri e la denuncia degli scempi di questi anni, dall'altra l'ira dei sindaci che si sentono colpiti nelle responsabilità e nelle prerogative (con qualche espressione davvero sopra le righe). E' innegabile, tuttavia, che in molti Comuni talvolta si sia ceduto alla tentazione di concedere nuove licenze edilizie per passare all'incasso degli oneri di urbanizzazione, spesso indispensabili a garantire la sopravvivenza finanziaria. "Col risultato che un po' ovunque il cemento fuoriesce dalle pieghe del territorio". L'urbanistica, ne siamo consapevoli, rappresenta per l'Italia dei Valori (e non solo) il primo vero banco di prova di una rinnovata capacità di governo. L'assessore Marson - cui va tutto la nostra stima e sostegno - ha delineato le priorità di questa sfida: la necessità di chiarire ruoli e competenze tra i diversi livelli territoriali; il riuso del patrimonio edilizio; la revisione dei vincoli paesaggistici del Piano d'indirizzo territoriale; l'aggiornamento del Sistema informativo cartografico regionale. È necessario far coesistere nell'azione di governo i princìpi d'innovazione e di conservazione, per trovare un punto di equilibrio tra salvaguardia e sviluppo del territorio. Si tratta di garantire il mantenimento di quegli standard di qualità, efficienza e, perché no, bellezza che ancora oggi esistono e resistono in Toscana, ma che devono necessariamente essere affiancati da politiche votate alla semplificazione, alla trasparenza, all'apertura verso gli interessi diffusi. L'Idv vanta in Toscana, per la prima volta, 5 consiglieri e due assessori. Ha, dunque, responsabilità importanti. Le deleghe di Anna Marson, in particolare, rappresentano un ruolo strategico nel governo regionale. Comprendiamo, quindi, l'attenzione e la sensibilità di forze politiche ed economiche che vedono messo in discussione un modello di sviluppo. Oggi, però, è possibile immaginare per il governo della Toscana quel salto di qualità che l'Idv si è proposta a febbraio: l'Idv si fa partito di governo, senza rinunciare al ruolo di critica, di denuncia e di controllo che ha sempre caratterizzato la sua azione politica, ma con la reale possibilità di declinare questi principi nell'azione di amministrazione dei territori, dei Comuni e della Regione. Un'esperienza che sarà proposta con regolarità per affrontare tutti i nodi che attendono la giunta e il consiglio regionali, in maniera diffusa, attraverso il coinvolgimento attivo della cittadinanza (anche dei movimenti, perché no!?), raccogliendo l'esperienza e il contributo concreto di tutte le realtà territoriali. Dunque un cambio di passo è davvero necessario. La sola denuncia non è più sufficiente a questa nuova responsabilità di governo. Siamo chiamati a fondare una filiera di responsabilità che investa, in primis, l'assessorato, con l'indispensabile supporto del gruppo consiliare e dell'intero partito, della società civile. La sfida è appena cominciata. deputato e commissario Idv della Toscana
TOSCANA - una nuova politica per governare il territorio
Un articolo di giornale discute le politiche urbanistiche in Toscana. L'autore sostiene che l'urbanistica è un banco di prova per l'Italia dei Valori e che è necessario trovare un equilibrio tra salvaguardia e sviluppo del territorio. L'Idv (Istituto per la tutela del territorio e del paesaggio) ha proposto un modello di governo che include la semplificazione, la trasparenza e l'apertura verso gli interessi diffusi. L'autore sostiene che l'Idv si fa partito di governo, ma senza rinunciare alla critica e al controllo. La sfida è appena cominciata e l'autore chiede di fondare una filiera di responsabilità che investa l'assessorato e il gruppo consiliare.
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