Ha trovato Michelangelo (ma cercava Santa Maria Novella) Il meno interessato ad occuparsi della vicenda è chi l'ha, neanche troppo volontariamente, tirata fuori. L'obiettivo dell'interrogazione al sottosegretario all'Interno Michele Davico, che ha confermato la proprietà del David al Comune di Firenze, era un altro. Il mirino del deputato Pdl Gabriele Toccafondi non era l'opera di Michelangelo, «effetto collaterale» della sua richiesta di informazioni su tutta una serie di beni artistici sui quali ci sono contenziosi tra Stato e Comune, bensì Santa Maria Novella. «Mi interessa sapere che Santa Maria Novella resta ai Domenicani e alla Chiesa fiorentina, che potrà essere visitata dai turisti e aperta al culto, che saranno curati gli affreschi e ci saranno i frati. Tutto il resto è noia», Toccafondi si affida a un'inaspettata citazione di Califano. Il tema è la proprietà del complesso artistico e religioso di Santa Maria Novella. E proprio dalla comunicazione del ministro Maroni al Comune, che rientrava «in possesso» del complesso, nasceva l'interrogazione (datata aprile 2009) del deputato Pdl. «Bene ha fatto nel dicembre 2008 il governo a comunicare al Comune la revoca della concessione in uso della basilica di Santa Maria Novella, formalizzata poi il 27 aprile 2009 dice Toccafondi Ha solo semplificato la burocrazia e la concessione, invece di fare tre passaggi (Stato, Comune, Frati Domenicani) ne fa solo due». Per ribadire la sua posizione, cita la risposta alla sua interrogazione, dove si legge che «la revoca dell'originaria concessione (di Santa Maria Novella, ndr), peraltro, non ha determinato mutamenti sotto il profilo della gestione degli introiti dei biglietti per la visita della Basilica: anche in precedenza, infatti, questi erano di spettanza dell'Opera di Santa Maria Novella, e non del Comune per il finanziamento di restauri e manutenzione degli affreschi». Toccafondi si chiede perché «un ente locale non possa essere favorevole a questa decisione sussidiaria che valorizza un bene e ne cura i restauri ed il mantenimento» mentre invece «il Comune di Firenze ha tuttavia proposto ricorso al Tar della Toscana su questa decisione. Non capendo il motivo di questa decisione ho fatto l'interrogazione oltre un anno e mezzo fa, dalla risposta mi sembra di poter confermare che non ci sono motivi per il Comune di ricorrere al Tar e riconfermo che ha fatto bene il governo». E sul caso David? «Tutto il resto, e quindi tutta l'altra parte della risposta dell'interrogazione, per me è poco comprensibile. Di cose ne sentiamo tante, qualcuna ha valore altre meno. In fondo ci sono cose che contano e su queste occorre lavorare; il resto, come diceva Califano, è solo noia».