«Ne immagino a Tor Bella Monaca, Centocelle, Tor Pignattara» Bisogna evitare la voglia di stupire di alcuni, capire che un'opera simile è talmente spettacolare che non ha bisogno di stravaganze Occorre armonia con il contesto «Un bel grattacielo, alto duecento metri, a Osteria del Curato. Per costruirlo? Due anni di tempo. Sarebbe perfetto, mi piacerebbe che il primo fosse lì». L'architetto Franco Purini gongola: la notizia del referendum a primavera per far dire ai romani sì o no all'espansione verso l'alto, lo fa felice. «Diranno sì, i cittadini, hanno nel Dna la memoria delle torri medioevali». Non tutti la pensano così. L'idea di Alemanno, ad esempio, è bocciata da Marco Marsilio, deputato Pdl: «Rispetto al sindaco, io penso il contrario. Ogni primo cittadino rilancia questa pensata dei grattacieli, e ogni volta noi smontiamo questi progetti dimostrando l'intento speculativo...». Ne parlano in molti. Il cardinale Giovanni Cheli, presidente emerito del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti, dice sì all'idea di dare l'addio al vincolo che impedisce di costruire grattacieli più alti della cupola di San Pietro. Sinistra e Libertà, con Gianluca Peciola, è contraria: «Non è così che si risolvono i problemi della periferia». Il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo: «No ecomostri». Per Renata Polverini serve «conciliare la storia con i nuovi insediamenti». Per l'architetto Vittorio Gregotti «tutto ciò è solo frutto dell'ambizione sfrenata dei nostri amministratori». Alemanno spiega che l'unico obiettivo è non «distruggere altri pezzi dell'Agro Romano». Ovviamente da qui a trasformare le parole in grattacieli, la strada è lunga: intanto, però, se ne discute. L'unico esempio in costruzione, in città, è l'Eurosky dell'Eur: 120 metri contro i 136 del Cupolone, misura che finora è stata un tabù insuperabile. La firma sotto quel progetto è di Franco Purini, allievo di Quaroni e docente a Valle Giulia. Architetto: ma davvero i problemi delle periferie si risolvono così? «C'è un'unica certezza, a Roma: certe periferie vanno ricostruite. Non voglio usare il termine rottamare, perché le case si amano. Però immagino il Tuscolano, Centocelle, Tor Pignattara, Tor Bella Monaca: ecco, io credo che i grattacieli possano riscattare queste periferie». Quindi secondo lei non ci sarebbero rischi? «Il rischio c'è, ma va corso: la modernità è rischiosa ma la sfida è da raccogliere». Tra i pareri di questi giorni, c'è quello di Salvatore Settis che su Repubblica ha stroncato l'idea. «Mah, se volete davvero sapere ciò che penso: Settis è uno storico dell'arte, ha un'idea dell'Italia fuori dalla modernità ed è un errore clamoroso perché Roma si è sempre trasformata, è la sua grandezza». Rimane da stabilire come, trasformarla. «Insomma, non capisco tutte queste perplessità: l'Italia ha esitato per tutto il '900, adesso è il momento. I turisti romani che vanno a Seul guardano quelle costruzioni come fossero di un altro pianeta. Ma i romani sono persone di vedute aperte e capiranno che adesso è ilmomento di costruire le torri in casa nostra. Non altissime, direi non più di duecento metri». Veniamo ai rischi. «Bisogna evitare la voglia di stupire degli architetti, capire che un'opera simile è talmente spettacolare che non ha bisogno di stravaganze: serve un'architettura oculata, che sappia accordarsi con la città, in armonia col contesto». Un altro rischio può essere rappresentato dai costi? «Non direi, anche se certo questo fattore dipende da molti fattori. E, è vero, essendo architettura sperimentale i costi sono leggermente superiore al normale. Ma leggermente, non di più». Ma cosa c'è di così affascinante nei grattacieli? «Sono innovativi sul piano funzionale e potenti da quello simbolico. E poi si parlano tra loro, i grattacieli. E questo dialogo ci fa capire meglio lo spazio urbano, la polifonia è meglio del silenzio spaziale della città orizzontale».
ROMA - Un grattacielo a Osteria del Curato. L'architetto Franco Purini: Serviranno a riscattare le periferie
Il cardinale Giovanni Cheli e il presidente de La Destra Teodoro Buontempo sostengono l'idea di costruire grattacieli a Roma, mentre Sinistra e Libertà e il cardinale Giovanni Cheli sono contrari. L'architetto Vittorio Gregotti critica l'idea, affermando che i grattacieli sono solo frutto dell'ambizione dei politici. L'unico esempio in costruzione a Roma è l'Eurosky dell'Eur, alto 120 metri. L'architetto Franco Purini sostiene che i grattacieli possono riscattare le periferie di Roma, ma riconosce che ci sono rischi, come la voglia di stupire gli architetti e la necessità di un'architettura oculata.
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