La riforma. Primi provvedimenti entro 180 giorni L'ALTRA TAPPA - Con separati decreti del presidente del consiglio saranno individuati gli immobili da assegnare agli enti locali Un percorso a tappe senza termini perentori e con l'incognita legata agli immobili della difesa. Il decreto attuativo del federalismo demaniale sta finalmente vedendo la luce (per i prossimi giorni è prevista la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale») ed è possibile ripercorrerne le previsioni attraverso le scadenze temporali che regolano l'attribuzione gratuita agli enti locali degli immobili statali. Anzitutto, la bozza del decreto legislativo prevede che entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore con uno o più decreti del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) sono trasferite alle regioni il demanio marittimo e i beni del demanio idrico, e alle province i laghi chiusi e le miniere. È questa la cosiddetta assegnazione diretta. Entro lo stesso termine, ma con separati Dpcm, sono altresì individuati gli immobili statali oggetto di assegnazione agli enti locali (e qui entrano in gioco anche i comuni) che ne facciano richiesta perentoriamente entro 60 giorni dalla pubblicazione dei decreti. Entro i successivi 60 giorni, un ulteriore Dpcm attribuisce gratuitamente i beni agli enti le cui domande siano state giudicate meritevoli dal ministero dell'Economia e delle finanze. Infine, decorsi tre anni dalla pubblicazione dei Dpcm che elencano i beni in assegnazione a richiesta, i beni non attribuiti agli enti locali e comunque non oggetto di accordi di programma finalizzati alla loro valorizzazione e alienazione, sono reimmessi nella piena disponibilità dello Stato. Il primo giro della procedura del federalismo demaniale ha così termine, salvo ricominciare con una nuova serie di decreti adottati ogni due anni a decorrere dal 1 gennaio del secondo anno successivo alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Come si può vedere è un percorso a ostacoli, nel quale l'applicazione del principio federalista è rimesso all'assunzione di molteplici provvedimenti di cui sono fissati i termini in via ordinatoria, ossia senza la previsione di alcun automatismo nel caso di loro mancato rispetto. A dire il vero una eccezione c'è ed è relativa al termine di 60 giorni entro cui gli enti locali devono presentare le domande per l'attribuzione dei beni non ad assegnazione automatica, termine che è definito «perentorio» dal decreto legislativo, Per il resto tutto è rimesso alla speranza che i vari livelli di governo coinvolti dal decreto assolvano tempestivamente i complessi compiti loro assegnati e sovente da svolgere nel concerto tra i diversi enti. Si pone in particolare il rischio che lo stesso parco immobili federale sia concretamente privato dall'importante fetta costituita dai beni della Difesa. L'ultimo essenziale termine considerato dal Dlgs è infatti costituito dalla previsione del l'articolo 5, comma 4, che fissa in un anno il periodo di tempo entro cui, su proposta del ministro della Difesa, sono individuati e attribuiti i beni immobili comunque in uso allo stesso ministero che possono entrare nel circuito del federalismo demaniale per essere attribuiti gratuitamente agli enti locali. È evidente, così, che l'incastro dei termini (sei mesi per elencare i beni in cessione, un anno per individuare i beni della difesa non astratti dal federalismo) potrebbe anche condurre alla circostanza che di essi se ne riparli nel prossimo giro, ossia con i decreti biennali a decorrere dal 1 gennaio del secondo anno successivo alla data di entrata in vigore del decreto legislativo.
Il federalismo demaniale detta i tempi di attuazione
Il governo ha promesso di attuare la riforma del federalismo demaniale entro 180 giorni. Il decreto attuativo prevede l'assegnazione gratuita degli immobili statali agli enti locali entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore. I decreti del presidente del Consiglio dei ministri individueranno gli immobili da assegnare agli enti locali e quelli della difesa. Entro 60 giorni dalla pubblicazione dei decreti, gli enti locali possono presentare richieste per l'attribuzione dei beni. I beni non attribuiti entro 60 giorni saranno reimmessi nella disponibilità dello Stato. Il primo giro della procedura avrà termine entro 180 giorni.
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