Cinque mosse per la nuova Roma ecosostenibile e in versione olimpica. Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presenta il progetto di Roma Capitale, nella quale un ruolo di primo piano verrà svolto dai temi della qualità architettonica e urbanistica e della compatibilità ambientale. Alemanno ne ha parlato in esclusiva con Il Sole 24 Ore. Sindaco, lei ha appena annunciato un programma di valorizzazione urbanistica particolarmente impegnativo, che riguarda tra l'altro 15 siti del ministero della Difesa, tra caserme e forti. Come intendete procedere nel dettaglio e quali sono i tempi previsti? Roma è di fatto il primo laboratorio del federalismo demaniale, fortemente voluto dal governo. Andremo a utilizzare aree vergini in centro città, che sono l'ultima grande occasione per riequilibrare il territorio. Purtroppo Roma è stata finora un pessimo esempio di sviluppo urbanistico ed edilizio. Si è detto che Roma ha case senza gente e gente senza case e questo squilibrio va assolutamente corretto. Ecco, la nostra sfida è presentare la sostenibilità della città con un obiettivo temporale, che è la candidatura per le Olimpiadi del 2020. Olimpiadi che sono un fattore di accelerazione di sviluppo, non un punto di arrivo. In particolare quello dei siti della Difesa è solo uno dei cinque ambiti in cui ci muoviamo. Quali sono? Riqualificazione delle aree della Difesa; riqualificazione delle periferie; progetto Millennium in vista delle Olimpiadi; polo turistico di Roma e housing sociale con circa 30mila nuovi alloggi previsti. Torniamo alle caserme. Come le valorizzerete? La strada è quella di un fondo immobiliare promosso dal ministero della Difesa, a cui partecipa anche il comune. Questo fondo acquisirà le aree. E' la prima volta che si parla non di vendere gli immobili della Difesa, ma di valorizzarli attraverso un fondo. Il comune di Roma è stato il primo ente locale a cogliere questa sfida. Cosa ne ha in cambio il ministero della Difesa? Innanzitutto la possibilità di delocalizzare. E poi il valore degli immobili una volta valorizzati, tolta la parte del comune di Roma, circa 600 milioni su un totale post valorizzazione di circa 2,4 miliardi. E i privati non entrano? Certo. Ma il tutto deve essere definito per decreto dei ministeri della Difesa e dell'Economia. Ci sarà anche la Cassa depositi e prestiti? Si spera proprio di sì. In ogni caso l'iter è un iter accelerato, partito la scorsa settimana con la firma del Protocollo d'intesa con il ministero della Difesa e che avvia la variazione urbanistica che si completerà nell'arco di un anno con la messa a punto dei vari accordi di programma sulle singole aree. Quindi entro un anno si saprà come verranno valorizzate queste 15 caserme e forti? Sì, a livello di variazione urbanistica. Cercando che ci sia un mix equilibrato fra nuovo direzionale da offrire, strutture che abbiano una valenza di marketing territoriale, turistica e ovviamente l'aspetto pubblico. Il timore di molti osservatori e cittadini è che il comune per monetizzare possa trasformare alcune o molte di queste aree in centri commerciali e luoghi privati legati ai consumi e allo shopping. Centri commerciali è escluso. Perché negli anni passati, da parte delle precedenti amministrazioni, c'è stato un abuso di aree commerciali e questo ha creato uno squilibrio che non può essere ulteriormente accentuato. Al limiti ci potranno essere, come fatto per La Rinascente, dei magazzini di estremo valore aggiunto. Hotel e ricettivo? Sicuramente sì, questo è un aspetto molto importante che deve essere promosso e dove c'è una carenza romana, con la necessità di portare anche grandi catene nel centro di Roma. Quale sarà l'iter del fondo, in particolare per la sua gestione ed eventuali advisor? Qui la procedura la decide la legge e prevede che il fondo sia promosso dal ministero della Difesa sentito il ministero dell'Economia. Ci sarà un bando pubblico. Quando sarà? Penso che sarà nella seconda parte di quest'anno. E il ritorno per il comune? Il comune sarà quotista e gli spetteranno circa 600 milioni di euro, oltre agli oneri urbanistici. E sul versante del divertimento, visto che lei più volte fa riferimento all'esempio di Parigi e di Disney Europe? Qui il discorso si sposta sul secondo polo turistico, anche per gravare di meno sulla città storica. Noi oggi abbiamo un problema di movida, di congestione, che va decentrato. Questo secondo polo partirà dall'Eur e andrà verso Fiumicino. Questo polo si concentrerà su un mix di abitativo, alberghiero, servizi e due parchi tematici. Due sono già in costruzione, Cinecittà World e Le Winx. Il terzo, che stiamo progettando, è dedicato alla romanità e permetterà al turista, dopo aver visto la città storica, di viverla in prima persona. Abbiamo fatto una ricerca di mercato e c'è un grandissimo interesse. Poi c'è il waterfront Sì il grande progetto di waterfront di Ostia, che è a uno stadio avanzato perché abbiamo sottoscritto il protocollo con il Demanio un anno fa e ora si entra nella fase operativa. E' un litorale che non ha nulla da invidiare ad altri litorali italiani ma con il plus di avere la città di Roma alle spalle. Parliamo delle Olimpiadi Un fronte su cui sono inutili le polemiche relative ai costi, visto che la maggior parte delle strutture già ci sono o sono in via di completamento. Abbiamo la grande area storica che va restaurata del Foro Italico, Tor di Quinto, Saxa Rubra, areoporto dell'Urbe, Aquacetosa, Flaminio. Il palazzo dello sport di Calatrava è in fase di ultimazione e va completato e la fiera di Roma può essere il contenitore per una serie di discipline minori. Queste strutture sono in grado di supportare la gran parte delle discipline olimpiche. Quello che invece sarà fatto sarà questo parco olimpico fluviale, lungo il Tevere, che sarà l'asse portante della manifestazione con una grande caratterizzazione ambientale. In cifre cosa significa? Il grosso degli investimenti è sulle infrastrutture di mobilità che sono già nel piano del comune al 2010 e quindi c'è una quota di quelle che assume una priorità ma è già a piano e sono circa 6 miliardi di euro. L'unico investimento che è già in corso e ha un proprio percorso autonomo è Tor Vergata, che va avanti e che ha già assorbito circa 200 milioni; ne mancano 400, ma ha un proprio iter indipendente dal discorso olimpico. In totale, possiamo parlare di una cifra di 13 miliardi di euro. In cui sono compresi anche gli investimenti relativi agli immobili della Difesa? Sì, per circa 2,4 miliardi a valorizzazione finale. Prevede il ricorso alle cosiddette "archistar" per la nuova Roma Capitale? Le abbiamo utilizzate per una sorta di consulto e vogliamo mantenere un alto dibattito a livello internazionale su questo punto di vista, ma ci saranno delle gare pubbliche, a cui potranno partecipare dal neolaureato romano al super architetto. Chi presenterà il progetto migliore vincerà. E le periferie? C'è una grossa necessità di ridensificazione, a causa dell'eccessiva frammentazione, oltre alla necessità di demolire e ricostruire. Su questo fronte occorre rompere il tabù della crescita in altezza degli edifici: se a Roma città non si può superare il "cupolone", fuori dico sì ai grattacieli. 8 giugno 2010