Migliaia di segnalazioni dei cittadini a vigili e guardiani La zona alle porte di Roma essendo uno dei polmoni verdi che circondano la capitale, è spesso oggetto di abusi edilizi e interventi di cittadini che vorrebbero impadronirsi di un pezzette di quest'oasi di tranquillità. Siamo sulla Cassia nuova da cui inizia ad ovest l'areadel parco di Veio, dove un gruppo di abitanti ha denunciato lavori iniziati senza il nulla osta necessario per gli uiterventi nel verde vincolato. Autore degli scavi un costruttore, a cui l'Istituto sperimentale di Cerealicoltura, proprietario dello spazio compreso fra via Due Ponti e via di Grotta-rossa, avrebbe dato in concessione per svariati anni alcuni appezzamenti. «Il 15 luglio racconta Francesco Lupacchioli, che abita di fronte al luogo in questione una ruspa ha iniziato a rimuovere il terreno. Allarmati, io ed altri residenti, abbiamo chiesto a due operai della ditta che provvedeva agli scavi cosa stessero facendo. Ci hanno risposto: "Ripuliamo le erbacce affinchè il padrone ci possa passeggiare". Poi abbiamo saputo: che forse voleva farci un maneggio per cavalli, un regalo per la figlia». Nel frattempo il gruppo della protesta, preoccupato che dietro vi fosse chissà quale progetto,haallertatolapo-lizia municipale della XX circoscrizione e le guardie del parco che, immediatamente hanno fatto dei sopralluoghi. «Dopo l'intervento degli agenti e delle guardie continua Lupacchioli ilavorisono stati bloccati». Confermando l'apertura di un'inchiesta, al XX gruppo della municipale, settore edilizio, raccontano: «È una delle tante segnalazioni. Basti pensare che in un anno ci arrivano dai 3500 ai 4000 esposti per abusi commessi nella zona della Cassia nuova e della Flaminia, che per il 95 è del parco di Veio». Nel luogo oggetto della denuncia, le guardie elparco, coordinate dalrespon-sabile Fabio Neri, hanno fatto 5 sopralluoghi: «Attualmente c'è un'indagine in corso spiega Neri per appurare se il reato contestato sia solo quello di inizio di lavori senza il nulla osta dell'Ente parco e della Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici. Nel frattempo anche i carabinieri che si occupano della tutela del patrimonio culturale stanno verificando la sussistenza dell'esposto. Infine, la Sovrintendénza sta valutando se nella rimozione delle zolle di terra vi siano stati danni archeologici, visto che l'area, anticamente di origine etnisca, è di grande valore artistico». Neri aggiunge infine che laCassiabis è stata teatro dì tantissimi abusi, che spesso non vengono fermati anche se si interviene: «Un esempio è quello "di una casa a due piani costruita illegalmente in via Martiri della Storta. Nonostante due denunce e un doppio sequestro, si continua a lavorare. Dall'inizio dell'anno, solo a Roma, abbiamo ricevuto ben 12 denunce formalizzate di abusivismo. Centinaia quelle arrivate dai 9 comuni del parco». Gli interventi edilizi, trovano campo libero soprattutto d'estate: «Approfittando dei minori controlli dice Mario Attorre, presidente del comitato promotore del parco di Veio il numero di illeciti raggiunge cifre record. Come il curioso episodio di Inviolatella Borghese, una meraviglia del parco dove volevano adibire un capannone ad una mostra di auto».