Da Bari a Matera cancellate rassegne ormai entrate nellolimpo internazionale La cultura non è mai zavorra. Nemmeno in un periodo di crisi come questo. Lhanno urlato in tanti laltra sera alla manifestazione romana contro i tagli previsti dalla Finanziaria. Ha gridato anche il sindaco Emiliano, in piazza Navona, sottolineando che «riscossa economica e cultura sono sempre andate a braccetto e chiunque le separi commette un gravissimo errore». Eppure proprio qui, nella sua terra, la scure dei tagli nazionali e certa politica locale hanno portato alla soppressione di eventi culturali ormai patrimonio consolidato del territorio. Nella sagra delle occasioni perdute rientrano, per esempio, due rassegne targate Provincia di Bari: il Primitivo festival, nato quattro anni fa con lobiettivo di puntare sul decentramento, ed Experimenta, rassegna ultradecennale di musica e arte ambientata fra i trulli di Alberobello. Entrambi i festival, ideati da Gianluigi Trevisi, questanno sembrano a rischio. Nessuna comunicazione ufficiale, beninteso, piuttosto un silenzio assordante da parte della Provincia. «Cè una volontà di prendere le distanze - lamenta Trevisi - dalloperato della precedente amministrazione tanto che, a fronte del progetto per il Primitivo, presentato tre mesi fa, a tuttoggi non ci sono segnali anche di cortese ed educato diniego. Col risultato che il festival non si farà». Sfuma quindi loccasione di godersi la musica di big come Paco De Lucia, Michael Nyman, Al Jarreau, il tutto senza spendere un euro comera nella tradizione del Primitivo. Festival che - va ricordato - negli anni scorsi ha regalato concerti di star come Patti Smith, Philip Glass, Ornette Colemann e Ute Lemper. Experimenta forse si salverà, pur ridimensionato, grazie allo sforzo del Comune di Alberobello e al supporto della Regione. Rimarranno i ricordi: la musica di Steven Brown, leader dei leggendari Tuxedomoon, il reading di Dan Fante, le installazioni di Jean Michel Folon. Lisola felice quanto a politica culturale illuminata pare invece essere Barletta con la sua pinacoteca De Nittis. «Il Comune - spiega Emanuela Angiuli, curatrice delle grandi mostre che in quattro anni hanno proiettato il museo in Europa - è uno dei pochi in Puglia che ha messo a bilancio ogni anno un apposito finanziamento. Una scelta politica nel solco della continuità e per niente occasionale come invece avviene in altri enti. È evidente che tutto è difficile in questo momento, ma è anche vero che manca una programmazione convinta». E i frutti di questa lungimiranza sono racchiusi nella grande mostra che, nel segno di De Nittis, consoliderà lasse Barletta-Parigi con lesposizione al Petit Palais in ottobre e nella rassegna dedicata agli Orientalisti in programma a dicembre a Palazzo della Marra. Proprio la mancanza di programmazione abbinata alla cronica penuria di fondi costringe ancora nel cassetto il sogno di Fabrizio Vona. Da tempo il soprintendente ai Beni storico-artistici della Puglia sta lavorando a un grande progetto al castello svevo di Bari dedicato alla scultura lignea pugliese dal 200 al 700. Doveva essere lanno buono. «Lavoriamo sulla precarietà - è lamaro commento di Vona - spero si possa realizzare nella prossima primavera». Nellattesa si dedica con Antonio Cassiano, direttore del museo Castromediano di Lecce, a una mostra sui caravaggeschi di Puglia che si snoderà fra il capoluogo salentino e la Galleria Devanna di Bitonto. Al castello svevo barese, invece, a fine mese ci sarà una rassegna sullarchitettura. Se la Puglia piange, la Basilicata non ride. A Matera rischiano di saltare le Grandi Mostre nei Sassi, organizzate dal circolo culturale La Scaletta. La rassegna antologica del celebre scultore giapponese Kengiro Azuma, programmata per questo mese, è rinviata a data da destinarsi. Nonostante gli impegni ufficiali - spiegano dalla Scaletta - la disponibilità finanziaria di Regione e Comune di Matera è rimasta solo virtuale».