Cemento dalla costa alle colline: "Minacciata lintegrità dellarea" Ambientalisti e architetti la chiamano marmellata urbanistica. Cemento che si propaga dalla costa alle colline. Come esempio citano Massarosa, dove negli ultimi 4 anni, fra ville e villini, sono venuti su 670 nuovi appartamenti e altri 200 hanno già ricevuto le concessioni. La Baccanella, Pian del Quercione, Pieve a Elici: sono solo alcuni dei promontori affacciati sul mare trasformati in periferie da 10 anni di espansione edilizia. Tanto che la magistratura, sul Comune versiliese (guidato dal centrodestra fino al 2009) ha aperto uninchiesta dietro laltra. Ora nel mirino sembra esserci finito il parco di Migliarino, S. Rossore e Massaciuccoli. Lallarme lo lancia Italia Nostra alla vigilia di un convegno previsto venerdì alle Cascine Vecchie di S. Rossore (ore 15,30). Tema: «Il territorio costiero dellAlta Toscana tra dissesti e villettopoli». Secondo lassociazione, una delle minacce allintegrità dellarea arriva dal Comune di Viareggio: «Il consiglio comunale - dice il presidente Antonio Dalle Mura - ha dato mandato al sindaco di trattare con la Regione il ridimensionamento dei confini del parco. Vogliono costruire una strada fra la Darsena e lAurelia che attraversi la pineta e un centro commerciale vicino allo stadio dei Pini». Per questo Italia Nostra si appella alla Regione perché riconsideri il piano paesaggistico ancora da approvare. Regole più rigide, insomma. «Stiamo cercando di introdurle - dice Maria Rita Signorini - anche con due leggi di iniziativa popolare: una per ampliare il parco della Maremma, laltra per introdurre maggiori controlli per la tutela del paesaggio».