Pdl contro Bindi: votazione chiusa troppo presto. Il Pd: pensi agli assenti Decade, nella bagarre di Montecitorio, il decreto del governo che sospendeva alcune demolizioni in Campania. La maggioranza va sotto per 18 voti, e passa così la pregiudiziale di costituzionalità presentata dallIdv. Ma il centrodestra si scatena in aula contro Rosy Bindi, presidente di turno dellassemblea, accusandola di aver impedito di votare ai deputati del Pdl e della Lega che stavano facendo rientro nellemiciclo. Scintille e tensione altissima. Con il presidente del Pd che respinge ogni sospetto, «ho aspettato ancora più del previsto che i deputati prendessero posto», e il capogruppo dei democratici Franceschini che rispedisce al mittente lassalto del Pdl: «Nelle loro fila cerano ben 64 assenti: troppo comodo adesso scaricare tutto sulla Bindi». Respingendo poi lipotesi di ripetere la votazione. Il centrodestra però, con il presidente dei deputati pdl Cicchitto, picchia duro contro la gestione della seduta e insiste per sanare il presunto vulnus. Si deciderà nella riunione dei capigruppo, convocata per stamattina, come stabilito dopo un colloquio fra la Bindi e il presidente della Camera Fini, anche se difficilmente potrà esserci il bis su una votazione dichiarata valida. Con la decadenza del decreto scatta il disco verde per alcune demolizioni in Campania che erano state fermate dal governo. Cè la possibilità che il Consiglio dei ministri reiteri il provvedimento già nella seduta di domani? Il ministro Calderoli lo esclude: «Non vedo margini per riparare. Il decreto è decaduto, ora cadranno un po di case...».